SERVIZI E APPROFONDIMENTI

Gruppo Ingegneria società benefit, Banca Popolare di Milano, Confindustria, Fondazioni bancarie.

CREDITI DI IMPOSTA PER INNOVAZIONE, ECO-TRANSIZIONE, DIGITALIZZAZIONE 4.0, DESIGN, RS, BENI STRUMENTALI 4.0 e Nuova Sabatini

Cos’è 
Il Credito di Imposta è una misura che si pone l’obiettivo di stimolare la Innovazione tecnologica e/o Design, Ricerca e Sviluppo, per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.
E’ una misura che si pone l’obiettivo di stimolare la spesa privata in beni materiali, software, progetti e formazione che puntano a migliorare la produttività, l’organizzazione ed i prodotti/servizi delle aziende.

A cosa serve 
Legge di Bilancio 2023 (rif. legge n.197 del 29/12/2022, art.1,comma 423) e successive modifiche. Per maggiori dettagli: Transizione 4.0 

INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI
Si applica all’acquisto di beni strumentali materiali ed immateriali nuovi di fabbrica o oggetto di revamping.
– Beni strumentali materiali 4.0 agevolati al 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 10% fra i 2,5 e i 10 milioni di euro e 5% fino a 20 milioni di euro (Allegato A)
– Beni strumentali immateriali 4.0 agevolati al 15% per investimenti fino a 1 milione di euro (Allegato B)
Link alla pagina del MIMIT (ex MiSE): Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

IMPORTANTE:
al fine di accedere all’agevolazione, sarà obbligatorio inserire nelle Fatture e sui Documenti di Trasporto dei la seguente dicitura: “Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi da 1051 a 1063 dell’art.1 della legge n.178 del 30/12/2020 come modificato dalla legge n.234/2021 Art.1, comma 44 e dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197 del 29 dicembre 2022, art. 1, comma 423) e successive modifiche”.

INNOVAZIONE, DESIGN,  GREEN e RICERCA e SVILUPPO
Serve ad agevolare progetti innovativi e i relativi costi interni ed esterni.
Link alla pagina MIMIT (ex MiSE): Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica 

Sul 2023 è possibile agevolare al 10% un’ampia parte dei costi aziendali.
Di seguito le aliquote di agevolazione:
.. Innovazione tecnologica agevolata al 10% fino a 2 milioni di euro e Innovazione tecnologica in attività di innovazione tecnologica 4.0 e Green e 4.0 agevolata al 10% fino a 4 milioni di euro, per progetti di innovazione di processo o di prodotto;
.. Design ed Ideazione estetica agevolata al 10% fino a 2 milioni di euro.
.. Ricerca e Sviluppo agevolata al 10% fino a 5 milioni di euro, per ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
Sul 2024 e 2025 le aliquote per Innovazione Tecnologica, Green, 4.0, Design sono del 5% di beneficio, rimanendo al 10% quelle di RS.
Al seguente Link https://gruppoingegneria.it/esempi/ sezione con alcuni esempi di Titoli di Progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione a cui Gruppo Ingegneria ha dato il suo contributo.

Redazione del Modello di Comunicazione dei dati al MIMIT (ex MiSE) – Comunicazione obbligatoria, richiesta ai fini statistici.

GESTIONE E ASSISTENZA E MANUTENZIONE – triennale dall’anno di acquisto del bene
.. Monitoraggio requisiti 4.0 per interconnessione e innovatività 
.. Documento di sussistenza dei Requisiti di Interconnessione
.. Si prevede 1 sopralluogo all’anno (da remoto o in presenza) per verificare la sussistenza dei requisiti di interconnessione 4.0 dei beni periziati, per i 3 anni consecutivi l’anno dell’acquisto del bene, con produzione di documentazione tecnica che ne attesti la rispondenza ai requisiti periziati anche a distanza di anni. 
.. Questa attività serve per tutelare l’azienda in caso di controlli futuri.

Cos’è 
Il servizio “Ingegneria Gestionale” comprende i principali aspetti del miglioramento dei processi  aziendali, produttivi e amministrativi. 
Il servizio si compone di:
Ascolto e definizione delle problematiche aziendali, definizione dei KPI – “Mal di pancia” e delle “Medicine”, analisi e disegno dei processi, controllo di gestione, business Intelligence, aumento ricavi e margini, riorganizzazione aziendale, ottimizzazione produttiva, layout, lean production, project management, strumenti collaborativi, CRM, sistema di gestione integrato, Hr. 

A cosa serve 
Questo piano di lavoro serve per tenere sotto controllo l’azienda, per guidarla verso lo sviluppo industriale e di mercato, per migliorare i processi aziendali, per migliorare il coordinamento, il clima aziendale, la responsabilizzazione dei lavoratori e per dare strumenti di lavoro utili e condivisibili. 

Nello specifico:
.. imparare a dialogare in maniera più proficua e utile con finanziatori, soci, decisori, banche, ecc;
.. decidere una strategia aziendale o degli obiettivi da condividere con l’organizzazione dandosi una tempistica;
.. creare “cruscotti” da analizzare e considerare come indicatori per studiare lo scenario attuale e ipotizzare scenari futuri dell’azienda;
.. ottimizzare i processi aziendali, sia produttivi che amministrativi, con le tecniche della Lean production;
.. riorganizzazione logistica rivolta a fornire un adeguato livello di servizio al cliente coerentemente con i costi;
.. formare il personale per condividere la storia e la strategia aziendale e trovare la sintonia con il desiderio di futuro di ciascun lavoratore;
.. attivare strumenti collaborativi per migliorare la condivisione e l’organizzazione;
.. individuare le azioni migliorative di implementazione;
.. affiancamento e monitoraggio al fine di applicare efficacemente le soluzioni individuate.

CONTROLLO DI GESTIONE (CdG) UTILE PER GUIDARE L’AZIENDA

CdG – INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI

.. Migliorare i rapporti istituzionali cioè dialogare in maniera più proficua e utile con soci, finanziatori, banche, ecc.
.. Decidere o individuare una strategia aziendale. Il controllo di gestione non come pratica puramente amministrativa, ma come supporto alla direzione per aiutare a fare scelte e fare pianificazione strategica. Ad esempio il controllo di gestione può essere utile per:

….. Valutare le conseguenza economiche e finanziarie di inserimento nuovi prodotti, investimenti, assunzioni, ..
….. Programmare e controllare la gestione aziendale all’interno dei reparti e processi
….. Scegliere se fare una attività internamente (make) o acquistarla all’esterno (buy)
….. Gestire il fabbisogno di liquidità in anticipo
….. Decidere prezzi e marginalità
….. Monitorare l’equilibrio economico e la redditività
….. Compiere scelte strategiche
….. Decidere budget previsionali
….. Migliorare il rendimento dei lavoratori e decidere gli incentivi
….. Decidere tempi e metodi di produzione e logistica
….. Valutare gli investimenti
….. Ottimizzare la gestione dei clienti con il CRM, business plan e piano industriale.
.. Decidere l’organizzazione che ci si vuole dare: gli obiettivi dell’azienda per essere raggiunti devono essere condivisi e diffusi all’interno di tutta la struttura individuando per ogni persona/ruolo specifici traguardi e indicatori, quantitativi/qualitativi, da raggiungere (indicatoriHR).
.. Decidere i tempi. es. Entro x mesi dobbiamo raggiungere gli obiettivi + dobbiamo decidere i tempi degli obiettivi intermedi.

CONTROLLO DI GESTIONE STRAORDINARIO E SCENARI

In conseguenza degli obiettivi individuati si scelgono alcuni aspetti specifici aziendali e si analizzano “sezionando” l’azienda e  creando, così, dei “cruscotti” da analizzare e considerare come indicatori. Sulla base di queste sintesi contabili si verifica come è la situazione attuale (una fotografia del presente) e si decide come vogliamo che sia la situazione futura (lo scenario) che si intende raggiungere al fine di decidere la strada migliore da percorrere e al fine di individuare cosa succederà se applico una certa strategia (logica del what if). Il lavoro richiede l’apporto non solo della direzione ma anche delle altre aree aziendali. E’ un lavoro manuale che necessita di avere un alto livello di apporto umano e di indicazioni da parte della direzione e dell’azienda, ma ha il vantaggio di poter dare in breve tempo delle risposte ed è utile per capire meglio cosa serve ed evitare errori nell’impostare e implementare il sistema di controllo di gestione ordinario.

Come fare il CdG straordinario

….. Rapida lettura e macro verifica di alcune voci del bilancio da cui ci si accorge dei macro problemi e analisi dei principali indici (ROI, ROE, ROS, TEST ACIDO)
….. Calcolo del Punto di pareggio aziendale/BEP, che è uno strumento per individuare l’equilibrio economico: quale deve essere il fatturato dell’azienda per coprire tutti i costi divisi tra variabili e fissi e per ragionare su eventuali scenari seguendo la logica del “what if”?
….. Calcolo del Full costing (in cui tutti i costi aziendali vengono attribuiti alle varie classi di prodotti per individuare un margine netto) a partire dal bilancio (per quanto possibile). Utile per individuare margini, prezzi, composizione dei costi.
….. CdG incrementale: questo strumento è particolarmente adatto per poter prendere decisioni su particolari commesse o per decidere il prezzo di un nuovo prodotto. Si considerano, al fine di valutare il costo pieno del nuovo prodotto o la convenienza ad accettare una commessa specifica, solo i costi emergenti che  la nuova commessa comporta.
….. Flussi di cassa: entrate/uscite prospettiche
….. VAN = Valore attuale netto: strumento/calcolo finanziario per controllare il ritorno degli investimenti, ossia  calcolo del guadagno/perdita netta dell’investimento mediante l’attualizzazione al tempo t0 di tutti i flussi di cassa in ingresso ed in uscita, attualizzandoli sulla base di un tasso di sconto adeguato (costo opportunità dei mezzi propri).
….. Budget base 0: si ricalcolano i budget di costo e di ricavo senza considerare i dati passati, ma motivando ciascun valore da zero. Ad esempio, non si considera il costo del personale in essere, ma si considera il personale necessario.
….. Tempi e metodi: Rilevazione tempi di lavoro e Timesheet. Obiettivo: 

Ogni ora lavorata deve avere tre scopi:

.. Sta bene il lavoratore.
.. Sta bene il cliente che percepisce che stiamo lavorando per lui.
.. Sta bene l’azienda perché ha equilibrio economico, perché paga il lavoratore ed è pagata dal cliente, cioè il cliente paga quell’ora di lavoro.
Talvolta tutte le 3 condizioni NON sono soddisfatte e questo è molto male. 

CONTROLLO DI GESTIONE ASINCRONO FATTO BENE: sulla base delle indicazioni e della struttura individuata attraverso la contabilità straordinaria si procede con l’id che prevede di identificare un sistema di controllo slegato dalla contabilità e dal sistema gestionale:

….. Individuazione dei Centri di responsabilità (unità organizzative create per raggiungere uno o più obiettivi) che si suddividono  essenzialmente in centri aziendali di Ricavo, cioè unità contabili di aggregazione di ricavi di vendita che si vuole monitorare aventi in comune stessa tipologia di prodotto/servizio oppure stesso gruppo di clientela, stesso canale di vendita ecc.   e dei centri di Costo, cioè  unità contabili di raggruppamento costi aventi in comune impiego di stesse risorse aziendali (personale, utenze, macchinari, ecc) oppure omogeneità funzionale (simile funzione nel processo produttivo e/o di costo (similitudine di costi e di tariffe).
….. Revisione del piano dei conti di contabilità generale: verifica della congruità del Piano dei conti attualmente utilizzato rispetto alla individuazione dei centri di costo e ricavo e suo eventuale aggiornamento per reperire i dati necessari alla valorizzazione dei centri di costo e di ricavo.
….. Identificazione di un modello di contabilità analitica: ha il compito di superare le limitazioni della eccessiva sinteticità delle informazioni della Contabilità Generale. Attraverso un procedimento di attribuzione i dati della Contabilità Generale, integrate da altre informazioni e dati che provengono dai vari processi produttivi, vengono imputati ai prodotti e/o alle classi di prodotto individuate come centri di Ricavo per determinare così i costi e/o i risultati economici. La scelta del modello deve essere funzionale alle decisioni da supportare e coerente con la struttura dei costi, ma soprattutto il più semplice possibile. Occorre valutare le tipologie di centri di costi (diretti di produzione, indiretti ausiliari, indiretti comuni, ecc), i rapporti tra essi e l’individuazione di cost drivers per il ribaltamento dei costi indiretti sui centri di costo diretti. 

….. BUDGETING: proseguendo il lavoro impostato nel CdGStraordinario, il budgeting rappresenta in sintesi gli obiettivi e i programmi in termini economici che l’azienda intende realizzare nel periodo a cui il budget si riferisce (solitamente un anno). Per poter attuare un efficace controllo di gestione è necessario pianificare e avere dei dati con cui confrontarsi per verificare l’andamento reale della azienda. Fare un budget perciò significa attuare una forma di controllo preventivo dal momento che la sua costruzione implica che vengano anticipate le condizioni in cui si svolgerà la gestione futura, che ci si metta nelle condizioni di prevedere o rimuovere eventuali disfunzioni prima che si manifestino, significa orientare gli sforzi di tutta l’azienda verso obiettivi conosciuti e riconosciuti.

Dal punto di vista amministrativo il budget è riassumibile nella preparazione di un conto economico previsionale aziendale che assume la struttura di analisi reddituale cioè che indichi i risultati intermedi come, ad esempio, margine di contribuzione e reddito operativo. 

Il budget può essere fatto in maniera tradizionale (ovvero come previsioni  di spesa partendo dal consuntivo dell’anno precedente come base aggiustato in maniera incrementale per quello che riguarda il nuovo anno focalizzandosi più sul quanto), ma  meglio ancora può essere sviluppato seguendo la logica del BUDGET BASE ZERO (in cui le spese passate vengono utilizzate solo come linee guida e non come giustificazione delle future necessità). Il budget a base zero  è più orientato verso le decisioni e quindi sul perché di un determinato costo. Per fare questo viene effettuata l’analisi del rapporti costi-volume-profitto per la definizione sia del ricavo da conseguire ad utile predeterminato e bilanciato che dal punto di vista di Punto di Pareggio aziendale. 

Sulla base del modello individuato si può implementare un applicativo in Excel periodicamente manutenzionabile e compilabile periodicamente (solitamente ogni tre mesi) che permetta di riassumere, confrontare e analizzare le informazioni contabili a livello aziendale, per area di ricavo e per centro di costo per verificare il rendimento effettivo rispetto a quello budgettato. Questo costituisce anche l’insieme di informazioni necessarie alla Direzione per definire eventuali azioni correttive volte al miglioramento della gestione o alla modifica degli obiettivi di programma. E’ possibile inoltre definire alcuni automatismi necessari per l’import dei dati contabili nel file Excell dall’ ERP non integrato. 

CdG SINCRONO ORDINARIO: aiutiamo ad inserire il modello creato in excel all’interno del software gestionale parlando con il commercialista per la parte relativa al piano dei conti e coi fornitori software. 

Formazione al personale interno per l’utilizzo del sistema. 

Capitolo: IL MIGLIORAMENTO INTERNO – APPLICARE IL CONTROLLO DI GESTIONE (CdG) ALLO SVILUPPO DELL’AZIENDA E AL PERSONALE: RICETTA PER LO SVILUPPO, INDICATORI HR PER migliorare il coordinamento, il clima aziendale e la responsabilizzazione dei lavoratori. 

DA DOVE VENGO E DOVE VADO: colloqui e formazione con tutto il personale per condividere la storia e la strategia aziendale e trovare la sintonia con la storia e il desiderio di futuro di ciascun lavoratore.

QuestionariHr: da somministrare a tutti i lavoratori per analizzare conoscenze, attitudini, desideri di ciascun lavoratore.
.. Insieme ai capi, personalizzazione dei questionari
.. Riunione di somministrazione dei questionari
.. Colloqui individuali per commentare i questionari. Già durante questi colloqui si individuano gli indicatori HR. Cosa sono? v. il capitolo Coordinamento. 

COORDINAMENTO: i capi rinsaldano il loro ruolo di coordinamento. Coordinare con l’esempio e ponendosi al servizio dei colleghi.
.. Formazione per i capi sulle leve motivazionali.
.. Sistematizzazione delle procedure: analisi delle procedure aziendali esistenti, loro miglioramento, loro diffusione come procedure standard.
.. Attiviamo gli strumenti collaborativi, cioè decidere sia il metodo, sia gli strumenti informatici per fare: CRM, agende condivise e collegate al CRM, questionari qualità da somministrare ai clienti, indicatori HR, scadenzari, vademecum, e-mail, KitNuovoCollega o RegolamentoLavoratori comprensivo di Regolamento informatico e Privacy e Codice etico, tutto in un sistema cloud condiviso.
.. Indicatori HR. Pianificare colloqui telefonici settimanali per un confronto sull’agenda, sulle attività a breve termine e l’allineamento con il CRM. Pianificare colloqui mensili per ciascun lavoratore in cui monitorare il consuntivo del periodo passato e stabilire gli indicatori per il futuro.
.. Applicare i metodi del project management e della lean production.
.. Welfare dei lavoratori, sia per gli aspetti pratici (v. il sito GIG ChiSiamo), sia per gli aspetti contrattuali.  

 SVILUPPO ORGANIZZATIVO: miglioriamo l’organizzazione dell’azienda.  

.. Il futuro dell’azienda. Decidere il Piano marketing. Prendere idee dai concorrenti migliori. L’offerta standard cioè preparare i “piani di lavoro”.
.. Revisione dell’organigramma aziendale,  con una logica di Matrice R.A.C.I., in sintonia con la Iso9001:2015, che comprende il WorkFlow aziendale abbinato con un funzionigramma con mansionario.
.. Selezione di nuovo personale con il metodo di selezione di Gruppo Ingegneria.  Formazione all’azienda su come fare la selezione in autonomia.
.. Piano annuale di formazione (PAF).

FARE GRUPPO PER LO SVILUPPO: miglioriamo il clima aziendale, la fiducia, l’unione e la solidarietà all’interno dell’azienda, l’engagement.  esempi:

.. Una lezione sulla creatività per tutti i lavoratori
.. Esercizio: ciascuno scrive un ampio apprezzamento per ciascun collega.
.. Affiancamento formativo reciproco tra i lavoratori.
.. Una giornata di team building
.. Love Company, cioè una certificazione specifica sul benessere aziendale

PIANO WELFARE AZIENDALE: aiutiamo le aziende ad applicare il Welfare aziendale, cioè quell’insieme delle iniziative volte ad incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia con vantaggi fiscali per le aziende e i loro dipendenti.

.. Analisi dei bisogni:  Valutate le esigenze aziendali, verrà predisposto un percorso Welfare, con le opzioni di Nutrizione, Yoga, Climbing, MusicoTerapia, Ginnastica Posturale, Cromoterapia, Coaching motivazionale, gestione stress lavoro correlato

.. Progettazione: Organizzazione delle attività ad personam o di gruppo in base alle scelte e specifiche esigenze aziendali.

.. Documentazione: Predisposizione/Implementazione della Policy Aziendale relativa al Piano Welfare scelto e Predisposizione della Comunicazione interna a richiesta anche esterna rispetto le scelte aziendali in materia di Welfare

.. Sviluppo delle Attività: In base alle attività scelte lo svolgimento avverrà presso la sede aziendale (Nutrizione, Yoga, ecc..) o presso la sede di Gruppo Ingegneria (Climbing, Cromoterapia……)  o valutate di caso in caso.

STRUMENTI COLLABORATIVI _ esempi
.. Creazione e ottimizzazione della modalità di lavoro con contatto digitale
.. Contrattualistica, giurisprudenza, rapporto di lavoro
.. Organizzazione
.. Informatica e piano di implementazione e costi

IL MIGLIORAMENTO VERSO L’ESTERNO – PIANO INDUSTRIALE PER AUMENTARE RICAVI E MARGINI PIANO MARKETING

.. Ricerca di mercato
.. Marketing di sviluppo prodotto
.. Marketing di promozione
.. Attivazione di un buon CRM semplice e funzionante subito. 

INTERNAZIONALIZZAZIONE

.. Fare gli obiettivi e i budget per paese.
.. Migliorare i rapporti con l’estero, anche utilizzando i progetti europei.
.. Alleanze e Joint venture
.. Scelta dei prodotti e servizi per l’estero.
.. Organizzazione distributori, rivenditori, alleanze.
.. Organizzazione pre e post vendita.
.. Web marketing mirato sull’estero.
.. Endorsement stranieri per paesi specifici.
.. Campagne.
.. Riattivazione dei Dormienti.
.. Potenziamento del Passaparola: Campagna referenza attiva. Questionario di soddisfazione da fare insieme al video endorsement.
.. Newsletter con una parte scritta dal cliente.
.. CRM adeguato per l’estero.
.. Analisi normativa su contratti e spedizioni.
.. Mistery client presso rivenditori.
.. Fiere.
.. Traduzioni.

RETE VENDITA

Potenziamento della rete vendita

CONTATTO DIGITALE

Potenziamento del web marketing

AZIONI MIGLIORATIVE DI SVILUPPO

.. Lean organization e revisione dei processi per dare migliore qualità al cliente cioè ridurre gli errori e gli sprechi. Eventi kaizen (riunioni di miglioramento continuo) e cantieri 5S per migliorare le postazioni di lavoro e come stimolo al miglioramento personale.
.. Individuazione strategie di sviluppo aziendale basate sul sito e sul digital
.. Strumenti di Contatto digitale. SitoWeb, CRM, social, .. Su questo c’è un piano di lavoro a parte.
.. StrumentiCollaborativi: Completamento, anche informatico, del CRM,  agende condivise, questionari qualità, cloud condiviso e struttura di archiviazione, e-mail,  scadenzari, vademecum, KitNuovoCollega, KitBenvenuto.
.. Internazionalizzazione
.. Sistemi di gestione specifici (esempio: Qualità) e Procedure pratiche integrate.
.. L’aspetto normativo del modello organizzativo: la Legge 231/01.

Cos’è
Il servizio “Ingegneria Industriale” comprende i principali processi di progettazione, realizzazione e gestione di sistemi e macchinari industriali.
In particolare si occupa di:
.. pianificare, progettare, valutare e ottimizzare prodotti/servizi già esistenti o nuovi attraverso le moderne tecniche di progettazione DFM/DFA e di prototipazione;
.. ottimizzare i processi produttivi a livello tecnologico ed organizzativo;
.. razionalizzare l’uso di macchine, materiali, energia, persone e tecnologie per ridurre costi e sprechi;
.. certificare e accrescere la sicurezza delle macchine e la sicurezza e la salute delle persone;
.. creare concetti e specifiche tecniche utili alla standardizzazione e al controllo efficiente delle attività produttive

A cosa serve
Questo piano di lavoro serve per fornire all’azienda soluzioni concrete e affidabili necessarie per il suo sviluppo industriale e di mercato, per ottenere la massima efficienza di prodotti/processi, tecnologie e risorse umane, per soddisfare i criteri di sicurezza e per mantenerla nel tempo, per migliorare e accrescere l’innovazione tecnologia e la flessibilità aziendale.
Nello specifico:
.. sviluppare prodotti industriali, partendo dalla fase concettuale e di ideazione fino alla fase di progettazione, test, industrializzazione e assistenza post realizzazione, relazionandosi costantemente con l’azienda per soddisfare appieno le proprie esigenze funzionali/estetiche, definire le specifiche tecniche appropriate e progettare e prototipare riducendo al minimo le sperimentazioni e, quindi, i costi. Questo sviluppo sarà multi e interdisciplinare, creativo, volto all’innovazione aziendale;
.. analizzare il quadro attuale della gestione energetica, partendo dall’analisi dei flussi energetici significativi, individuando processi/macchinari energivori e proponendo i possibili recuperi e le tecnologie energy saving più attuali e/o emergenti;
.. Certificare CE le macchine industriali quale atto finale per attestare la conformità di queste a tutte le direttive comunitarie applicabili con l’obiettivo di garantire la sicurezza, sia per macchine nuove che per macchine già marcate CE in caso di modifiche sostanziali, ad esempio per incremento performance e innalzare il livello di sicurezza delle macchine integrando la sicurezza nelle fasi di progettazione e di costruzione, fino a una corretta installazione e manutenzione.

Capitolo: DESIGN E PROGETTAZIONE MECCANICA DI PRODOTTO

Il processo di progettazione del prodotto è il modo per portare un’idea dall’essere un semplice pensiero sulla carta a un prodotto funzionale, fabbricabile e vendibile.
Partendo dall’idea, chiara e condivisa, dagli obiettivi di prezzo/costo, dalle azioni e dai mezzi da utilizzare per proporre il prodotto sul mercato si passa all’individuazione delle scelte tecniche e alla progettazione e produzione.

I passi necessari sono:

  1. Pianificazione delle attività. Individuazione degli obiettivi di mercato e valutazione degli sviluppi tecnologici che si vuole raggiungere, in termini di:
    .. Qualità: questa si riflette sulla quota di mercato e sul prezzo che il cliente è disposto a pagare;
    .. Costi: questo si riflette sul profitto aziendale per un determinato volume di vendite e prezzo. Deve tenere conto anche delle spese accessorie per attrezzature, utensili, costi incrementali, ecc.;
    .. Tempi di sviluppo: questi determinano la capacità dell’azienda di rispondere alle forze dei competitors e agli sviluppi tecnologici, nonché sulla rapidità con cui l’azienda riceve il ritorno economico degli sforzi
  2. Sviluppo del concept. Il concept è una descrizione della forma, della funzione e delle caratteristiche di un prodotto ed è solitamente accompagnato da una serie di specifiche tecniche, da un’analisi della concorrenza e da una giustificazione economica del progetto.
    Consiste nel:
    .. Identificare le esigenze del cliente/consumatore;
    .. Stabilire cosa il prodotto deve fare;
    .. Esplorare a fondo, mediante Sketch accompagnati da un breve testo descrittivo, cosa risponde alle esigenze dei clienti in termini di stile, colore, materiali e finiture, mediante la creatività e l’esplorazione;
    .. Selezione, test e scelta del concept finale;
  3. System Level Design. La progettazione a livello di sistema comprende la definizione dell’architettura del prodotto, la scomposizione in sottosistemi e componenti e la progettazione preliminare dei componenti chiave. In questa fase si definisce già una bozza del piano di produzione e di assemblaggio finale. L’output di questa fase è un layout geometrico del prodotto, una specifica funzionale di ogni componente e un diagramma preliminare del flusso di processo produttivo;
  4. Detail Design. La fase di progettazione di dettaglio comprende la specificazione completa della geometria, dei materiali e delle tolleranze di tutti i componenti del prodotto e l’identificazione di tutti i componenti standard da acquistare dai fornitori.Viene stabilito un piano di processo e si progettano gli utensili per ogni pezzo da fabbricare all’interno del sistema di produzione. Il risultato di questa fase è la documentazione di controllo del prodotto: i disegni o i file informatici che descrivono la geometria di ogni pezzo e la relativa attrezzatura di produzione, le specifiche dei pezzi acquistati e i piani di processo per la fabbricazione e l’assemblaggio del prodotto;
  5. Test e perfezionamento. Questa fase prevede la costruzione e la valutazione di una versione di pre-produzione del prodotto. Il primo prototipo, solitamente, verrà realizzato con la stessa geometria e le stesse proprietà dei materiali previsti per la produzione in serie, ma non con lo stesso processo produttivo ideato. Questo prototipo verrà testato per determinare se il prodotto funzionerà per come è stato progettato e soddisfa le esigenze principali del cliente;

Il processo di Mechanical Design così descritto verrà svolto con l’obiettivo di ottenere un prodotto che abbia caratteristiche di:
.. Utilità. Ogni caratteristica del prodotto, cioè, verrà modellata in modo da comunicare la sua funzione, con un prodotto che risulti sicuro, semplice e intuitivo;
.. Apparenza. Le forme, le linee, le proporzioni e i colori saranno determinati per ottenere un prodotto piacevole ed ergonomico;
.. Facilità di manutenzione. Il prodotto comunicherà le modalità di manutenzione in modo chiaro;
.. Comunicazione. Il prodotto comunicherà la filosofia e la mission aziendale attraverso la qualità visiva del prodotto.
Con lo scopo di progettare un prodotto che sia facile da fabbricare e assemblare si potranno seguire le metodologie del Design for manufacturing (DFM) e del Design for Assembly (DFA).
Il Design for manufacturing (DFM), particolarmente importante perché affronta direttamente i costi di produzione, fattore determinante per il successo economico del prodotto, consente di ottenere bassi costi di produzione senza sacrificare la qualità del prodotto.
Si compone delle seguenti fasi:
Stima dei costi di produzione. Gli input includono materie prime, componenti standard e customizzati acquistati da terzi, forza lavoro, energia e attrezzature. L’output comprende il prodotto finito e lo scarto.
Riduzione dei costi dei componenti, mediante la comprensione delle capacità, dei fattori di costo e dei vincoli del processo produttivo, la riduzione e l’eliminazione di fasi del processo produttivo non necessarie o comunque mediante individuazione di soluzioni alternative meno costose, scelta del volume produttivo adeguato e la standardizzazione di componenti e fasi produttive;
Riduzione dei costi di assemblaggio, Design for Assembly (DFA).
La progettazione per l’assemblaggio, sottoinsieme consolidato del DFM, si pone l’obiettivo di ridurre i costi di assemblaggio.
Alcune delle tecniche impiegate per l’obiettivo sono:
.. Integrazione di parti: nei casi in cui è possibile semplificare l’assemblaggio integrando fisicamente più parti. Ad esempio realizzando pezzi stampati o fusi che accorpano più parti che singolarmente sono costose da assemblare e realizzare;
.. Massimizzare la facilità di montaggio, ad esempio con tecniche a gravità, autoallineanti, che non richiedono utensili, di essere orientate, ecc.
Riduzione dei costi di supporto alla produzione, ovvero mediante la riduzione al minimo della complessità del sistema e anticipando le cause di possibile errore;
Considerare l’impatto delle decisioni DFM su altri fattori, quali i tempi di sviluppo della metodologia stessa, i costi e la qualità e la sicurezza del prodotto finale.

Capitolo: CERTIFICAZIONE CE E SICUREZZA DELLE MACCHINE INDUSTRIALI E DEGLI IMPIANTI

La Certificazione CE delle macchine è una procedura obbligatoria per tutti i prodotti disciplinati dalla direttiva denominata “Direttiva Macchine” 2006/42/CE.
Dal 20/01/2027 entrerà in vigore il nuovo regolamento UE 2023/1230 che prevede l’abrogazione della precedente “direttiva macchine” 2006/42/CE. Questo nuovo regolamento va a sancire i requisiti di sicurezza e di tutela della salute per la progettazione e la costruzione di macchine, prodotti correlati e quasi-macchine al fine di consentire la loro messa a disposizione sul mercato o la loro messa in servizio, garantendo al contempo un livello elevato di tutela della salute e di sicurezza delle persone, in particolare dei consumatori e degli utilizzatori professionali, e, ove opportuno, degli animali domestici nonché di tutela dei beni e, se del caso, dell’ambiente. Esso stabilisce inoltre norme concernenti la libera circolazione dei prodotti rientranti nell’ambito di applicazione del presente regolamento nell’Unione.

Le macchine o i prodotti correlati sono messi a disposizione sul mercato o messi in servizio soltanto se, quando
debitamente installati, sottoposti a manutenzione e utilizzati conformemente al loro uso previsto o in condizioni
ragionevolmente prevedibili, soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute di cui all’allegato III.
Le quasi-macchine sono messe a disposizione sul mercato solo se rispettano i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute di cui all’allegato III.

Tale procedura deve essere eseguita dal fabbricante di un prodotto che rientra in questo nuovo Regolamento, il quale dichiara per mezzo della Dichiarazione di Conformità (il cui contenuto è specificato alla lettera A dell’Allegato III del nuovo Regolamento) che il suo prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza e salute previsti dalla stessa.

I passi necessari sono:
.. Identificare le direttive applicabili alla macchina per la marcatura CE, che oltre al nuovo regolamento, potrebbero essere la direttiva ATEX, la RoSH e/o la direttiva di compatibilità elettromagnetica;
.. identificare le norme armonizzate applicabili alla macchina;
.. analizzare la macchina/linea mediante esame del progetto, esame diretto della stessa e della relativa documentazione (disegni, ecc.), rispetto ai requisiti dell’allegato III del nuovo regolamento direttiva 2006/42/CE;
.. analizzare l’equipaggiamento elettrico della macchina/linea rispetto ai requisiti della norma CEI EN 60204-1:2018;
.. eseguire la Valutazione del Rischio secondo la UNI EN ISO 12100:2010 “Sicurezza del macchinario – Principi generali di progettazione – Valutazione del rischio e riduzione del rischio”
.. Costituire il Fascicolo Tecnico, il cui contenuto è specificato alla lettera A dell’allegato VII della direttiva 2006/42/CE ;
.. Preparare il Manuale di Istruzioni, come da allegato I, punto 1.7.4 della direttiva 2006/42/CE;
.. Analizzare i circuiti di comando aventi funzioni di sicurezza secondo la norma UNI EN ISO 13849-1:2016 e UNI EN ISO 13849-2:2013; la validazione può essere effettuata mediante analisi teoriche oppure eseguendo prove di guasto;
.. Determinare i livelli di prestazione richiesti (PLr) e stimare i livelli di prestazione raggiunti (PL);
.. Validare i circuiti di comando aventi funzioni di sicurezza secondo le norme UNI EN ISO 13849-1:2016
.. Effettuare prove di sicurezza elettrica, misurazioni di rumore, vibrazioni, tempi di arresto degli elementi pericolosi della macchina;
.. Redazione della Dichiarazione di Conformità;
.. Realizzazione della Targa della macchina.

Dal 20/01/2027 si passerà al nuovo regolamento UE 2023/1230 con le modifiche esplicitate nel regolamento.

Cos’è
Il servizio “HR” comprende i principali aspetti del miglioramento della gestione del personale e del benessere in azienda.

Il servizio si compone di:
.. ascolto e definizione delle problematiche e degli obiettivi aziendali;
.. somministrazione di Questionari HR;
.. ingegneria miglioramento e riorganizzazione;
.. scelta e implementazione di strumenti collaborativi;
.. individuazione e ricerca di figure professionali;
.. mappatura dei fabbisogni formativi per accrescere competenze tecniche e motivare il personale con conseguente progettazione e svolgimento della formazione;
.. sistema integrato e compliance;
.. team building, welfare e iniziative per il benessere del personale.

A cosa serve
Questo piano di lavoro serve per aiutare l’azienda nel raggiungimento dei propri obiettivi supportando il percorso di crescita del personale, il miglioramento del clima aziendale, della produttività e l’abbattimento del costo del lavoro.

Nello specifico serve per:
.. decidere una strategia aziendale volta a risolvere le lacune e i punti critici, dandosi obiettivi.
.. conoscere e valorizzare il personale, conoscenze, attitudini e desideri, questo si fa attraverso la somministrazione di Questionari HR seguiti colloqui individuali.
.. guidare l’azienda verso lo sviluppo industriale e di mercato, per migliorare i processi aziendali, per migliorare il coordinamento, il clima aziendale, la responsabilizzazione dei lavoratori e per dare strumenti di lavoro utili e condivisibili. Nello specifico: definire strategia aziendale, piano industriale; applicare controllo di gestione come supporto alla direzione per aiutare a fare scelte e fare pianificazione strategica; potenziamento della rete commerciale; eventuale allontanamento dei lavoratori non meritevoli..
.. attivare gli strumenti collaborativi, cioè decidere sia il metodo, sia gli strumenti informatici per fare: CRM, agende condivise e collegate al CRM, questionari qualità da somministrare ai clienti, indicatori HR, scadenzari, vademecum, e-mail, KitNuovoCollega o RegolamentoLavoratori comprensivo di Regolamento strumenti informatici e Privacy e Codice etico, tutto in un sistema cloud condiviso.
.. attribuire il marchio registrato Love Company che contraddistingue le aziende che considerano fondamentale l’affettività tra le persone che lavorano in azienda. Affettività significa fiducia, stima reciproca, aiutarsi nelle difficoltà e nelle esigenze personali, cura nella crescita personale e professionale, cura del benessere, armonia e serenità nei rapporti.
.. individuare nuove figure da introdurre, in linea con gli obiettivi strategici aziendali, tramite un percorso di selezione.
.. pianificare e svolgere percorsi formativi per i responsabili e per i dipendenti utilizzando il Piano Annuale Formativo (PAF) per colmare il gap formativo e accrescere le competenze tecniche del lavoratore in linea con gli obiettivi aziendali e il percorso di crescita personale.
.. supportate l’azienda esternalizzando attività più burocratica e amministrativa della gestione del personale come consulenza del lavoro, assistenza legale..
.. fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei processi e delle procedure in azienda per stabilire, mantenere e migliorare il know-how aziendale, con particolare riguardo ad adempimenti normativi, procedure operative ed interconnessione tra reparti.
.. migliorare, attraverso di Team Building attività indoor e outdoor, il clima aziendale, la fiducia, l’unione e la solidarietà all’interno dell’azienda, l’engagement. Lo scopo è quello di creare situazioni sinergiche fra i partecipanti, per:
….. facilitare e ampliare la conoscenza tra le persone
….. evidenziare le modalità comunicative di ciascun partecipante
….. dare spazio a collaborazione e fiducia
….. creare situazioni sfidanti e quindi potenzialmente stressanti
….. dare la possibilità a ciascun partecipante di esprimersi in modo naturale
….. riscoprire le abilità manuali.

.. applicare il Welfare aziendale, cioè l’insieme delle iniziative volte ad incrementare il benessere del lavoratore, creando un ambiente di lavoro positivo e favorevole. Attraverso il welfare si mira a promuovere la soddisfazione e la motivazione dei dipendenti. Ciò contribuisce a una maggiore produttività, una migliore retention del personale e una reputazione aziendale positiva. L’introduzione del welfare nell’azienda migliora la qualità della vita dei dipendenti e favorire un equilibrio tra lavoro e vita privata, aumentando così il benessere complessivo dell’organizzazione.

Cos’è
Il servizio “Ingegneria Digitale” comprende i principali aspetti dell’informatizzazione di un’azienda. 

Il servizio si compone di:
Grafica, Video e foto, Reputazione, Web, Social, Campagne, Cyber security, Programmazione informatica, Strumenti collaborativi,  Infrastruttura hardware e software, Privacy e Iso 27.001, Meccatronica, IT On Demand e assistenza.

A cosa serve
Un sito web svolge tre funzioni: fornisce informazioni sull’azienda, sui prodotti e sui servizi offerti ai clienti.
Con il sito web l’azienda comunica l’immagine del brand o dell’azienda.
Avere un sito web genera business in modo diretto o indiretto.
Ad oggi è fondamentale essere attivi e presenti sul web per migliorare la comunicazione digitale.
I social network sono fondamentali per comunicare un messaggio, fidelizzare i clienti, generare nuovi lead e accrescere brand awareness e brand reputation.
Le aziende, giustamente, prestano molta attenzione agli investimenti nel campo del marketing, conoscendone l’importanza basilare. Non tengono però conto dell’enorme opportunità che offre oggi la rete. Il web è diventato lo strumento più potente a disposizione, se usato con i giusti accorgimenti. Non investire in una pianificazione strategica in questo senso, è un errore fatto da molte aziende.

Quanto è importante il web per le aziende nel 2022?
.. si stima che circa 2,05 miliardi di persone nel mondo comprino prodotti online
.. il 63% degli acquisti ha inizio con un’interazione online sui social
.. il 73% degli esperti di marketing aziendale ritiene che il social media marketing sia stato fondamentale per l’incremento del business
.. a causa della pandemia, la popolazione italiana ha incrementato del 78% gli acquisti online
.. le vendite ecommerce da traffico mobile sono aumentate del 48%

Servizio Vantaggi Costo Lordo  Costo al netto delle agevolazioni Propedeutica a quali agevolazioni
Ingegneria Digitale Più opportunità di business;

maggiore trasparenza e visibilità sul mercato;

migliore immagine sul territorio di appartenenza 

a partire da Euro 3.000 annui 50%.  agevolazioni con contributi a fondo perduto e/o finanziamenti a tasso agevolato

Strategia e risultati aziendali _  Esempi di Obiettivi:
Gli obiettivi devono essere strategici, non solo sul web.
Cioè: cosa vogliamo ottenere migliorando l’informatizzazione? es. vogliamo vendere di più questo prodotto.
Caratterizzare i prodotti e servizi, evidenziare le competenze, entrare in contatto con nuovi clienti anche esteri, gestire in modo continuativo le relazioni, fare conoscere meglio il marchio, essere conosciuti al cliente finale, migliorare la reputazione, creare un’immagine sociale, rafforzare il legame con il territorio, fare leva sui prodotti più importanti e unici nel mercato, partecipare alle fiere, migliorare la visibilità sui motori di ricerca e sui social network, creare video di presentazione dell’azienda e di utilità per il cliente finale, usare le statistiche web come ricerca di mercato sempre attiva, ricerca e sviluppo tramite sito internet, tenere costanti contatti con i clienti usando la newsletter, promuovere eventi e altre attività sul territorio, creare una pagina del sito con foto e contatti, fidelizzare i clienti attraverso iniziative che li coinvolgano sui social, campagne social, creazione concorsi a premi, ecc.)

Social _ come usiamo i social? _ media marketing _ piano editoriale, creazione e traduzione dei contenuti, monitoraggio e risposta ai post. Collegamento social / sito. Sponsorizzazioni sulle pagine. Gestione statistiche e reputazione sui social.

  • studio del mercato e dei competitors
  • creazione di un piano editoriale 
  • pubblicazione dei contenuti su tutti i profili social aziendali e personali 
  • pubblicazione di stories su tutti i profili social aziendali e personali
  • uso di Tag e Hashtag per aumentare la visibilità dei post
  • gestione reputazione e risposta a commenti e messaggi 
  • analisi e monitoraggio dei post 
  • WhatsApp Business 

Reputazione _ Analisi della reputazione. Controllo recensioni positive e negative, valutazione della rilevanza legale. Tentativo di eliminazione delle recensioni negative. Generazione di recensioni positive, Posizionamento e indicizzazione nei motori di ricerca. Statistiche, UGC (user generated content), domain grabbing e domain squatting. 

  • Rimozione generica di contenuti online
  • Rimozione di risultati di ricerca indesiderati
  • Rimozione Recensioni Negative
  • Rimozione di articoli di giornale diffamatori
  • Rimozione di post o commenti o profili dai Social Media
  • Rimozione foto e video di Minori
  • Rimozione di Immagini o Filmati reali o manipolati
  • Rimozione di contenuti a Sfondo Sessuale
  • Rimozione di Foto e Video dai telefoni di altre persone tramite diffida legale
  • Rimozione di Contenuti di Bullismo Online
  • Tutela della Proprietà Intellettuale e Diritti d’Autore

Cyber security _ test di penetrazione, protezione delle reti e dei dati, anti-hacking, criptazione, ransomware, conservazione documenti digitali, privacy.  Antivirus e tecniche di blocco e backup e criptazione. Informatica giuridica, ad esempio per furto di dati, da specificare nel caso. 

  • Protezione dei dispositivi da virus e malware
  • Archiviazione sicura delle password per evitare furti di identità
  • Prevenzione da parte di attacchi hacker
  • Crittografia di messaggi e file multimediali personali
  • Protezione della rete Wi-fi.
  • Protezione reti remote private e aziendali
  • Segregazione Wi-Fi
  • Controllo e prevenzione minacce informatiche
  • Protezione DNS e IP
  • Virtual Private Network (VPN) che garantisce di crittografare il traffico internet garantendo una navigazione sicura
  • Monitoraggio dei sistemi
  • Controllo del traffico dei dati
  • Verifica del funzionamento dei server e degli apparati informatici aziendali
  • Gestione delle informazioni riguardanti l’identità

Innovazione _ Ricerca e sviluppo ICT, prototipi informatici, contributo tecnico per lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi servizi informatici, nonché nuovi metodi per distribuirli e usarli.

Programmazione informatica _ realizzazione di software e WebApp:

    • Mobile App cross-platform, create attraverso un unico processo di sviluppo con l’utilizzo di una combinazione di tecnologie native e web, con un linguaggio di programmazione universale. Vengono distribuite su entrambe le piattaforme Store
  • CRM/ERP _ creazione di sistemi e piattaforme adhoc per innovare i processi aziendali, alcuni dei moduli di queste piattaforme possono contenere: Lead e contatti, Funnel di vendita, Process Designer (progettare, automatizzare, implementare, gestire, monitorare e ottimizzare i processi aziendali), Documenti, Pagine degli appuntamenti, Ordini, Preventivi, Fatture, Offerte, Inventario Prodotti, Previsione e quota, gestione posta in arrivo, Performance Insights, Rapporti personalizzati, Collaborazione interna su clienti e documentazione,  Calendario ed eventi (Google Calendar, Outlook), Pagina Cliente e gestione Anagrafica, Modulo sociale (Google My Business, Facebook, Twitter e Instagram), Campagne SMS con i contatti raccolti nel CRM, Email Templates, Gestione utenti e ruoli, Conformità, Flussi di lavoro, Portali LMS.

Meccatronica _ progettazione e realizzazione di prototipi meccanici / elettronici / informatici. Interconnessione di macchinari industriali per controllare i valori da remoto. I principali ambiti di applicazione: 

  • Casa, smart home, domotica
  • Edifici intelligenti, smart building
  • Monitoraggio in ambito industriale
  • Industria automobilistica, automotive
  • Smart health, sanità, mondo biomedicale
  • Tutti gli ambiti della telemetria
  • Tutti gli ambiti della sorveglianza e della sicurezza
  • Nuove forme di digital payment tramite oggetti
  • Smart agrifood

Parametri misurabili nei sistemi interconnessi descritti sopra: Temperatura dell’aria, Pressione dello spazio, Movimento (sensori di movimento), Termostati; Videocamere; Rilevatori di luminosità; Rivelatori di umidità; Orologi; Wearable (oggetti da indossare, come braccialetti connessi e orologi); Sensori ambientali e territoriali, Orientamento nello spazio Prossimità (sensori di prossimità), Immagini (videocamere), Rilevazione di luminosità, Rilevazione di onde elettromagnetiche, Radiofrequenze, Suoni.n

IT On Demand e assistenza _ 50 ore annue per formazione e assistenza informatica.

Cos’è 
l’area Edilizia di Gruppo Ingegneria propone un servizio completo volto a rispondere alle esigenze di tutti i suoi clienti aziende, condomini e privati permettendo di passare dall’idea di progetto alla realizzazione dello stesso assistendo l’intero processo.

A cosa serve 
Le competenze del team di lavoro di Edilizia di Gruppo Ingegneria servono a risolvere problematiche tecniche di diversa natura grazie alla molteplicità di competenze che il team di lavoro offre.

L’aiuto che lo studio può dare è principalmente indirizzato ai seguenti campi di applicazione:
Progettazione Architettonica:

  • Attività propedeutiche alla progettazione e studio di fattibilità;
  • Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva;
  • Presentazione titoli autorizzativi (Cila, Scia, Pdc, Paesaggistica, Sanatorie,..)
  • Direzione Lavori; 
  • Verifiche conformità opere e pratica Chiusura lavori;
  • Asseverazione lavori;
  • Pratiche per avvio attività produttive SUAP e autorizzazioni AUSL.

Progettazione Strutturale:

  • Indagini preliminari e rilievi geometrici e specialistici;
  • Studi di fattibilità e Masterplan;
  • Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva;
  • Progettazione Strutture in acciaio, cemento armato normale e precompresso, legno, vetro
  • Presentazione titoli autorizzativi (Depositi Strutturali, Autorizzazione Sismica,..)
  • Direzione Lavori strutturale; 
  • Collaudi strutturali e tecnico-amministrativi in corso d’opera e finali.

Progettazione Impiantistica: Elettrica, Fotovoltaico, Meccanica, Idrico/Sanitaria, Fognaria:

  • Calcolo Carichi termici, Analisi e diagnosi energetica, Videoispezioni 
  • Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva impiantistica
  • Progettazione Impianti Meccanici di Riscaldamento, Raffrescamento, VMC, ACS
  • Progettazione Impianti Elettrici e Fotovoltaici
  • Progettazione Impianti idrico sanitario e Impianti fognari;
  • Presentazione titoli Autorizzativi (Ex Legge 10,..)
  • Direzione Lavori impiantistica
  • Verifiche dichiarazioni di conformità, collaudi

Progettazione Sicurezza nei cantieri:

  • Responsabile dei lavori;
  • Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione;
  • Redazione Piano di Sicurezza e coordinamento;
  • Invio Notifica Preliminare
  • Coordinamento sicurezza in fase di esecuzione delle opere;

Progettazione Economico Agevolativa:

  • Analisi tecnico economica dell’intervento e studio di tutte le agevolazioni applicabili;
  • Progettazione Economico Agevolativa dell’intervento;
  • Analisi dei massimali relativi ad ogni agevolazione applicabile;
  • Redazione Quadro Economico Agevolativo;
  • Gestione amministrativa e contabile dei documenti di spesa con monitoraggio massimali;
  • Redazione Fascicolo difesa: Controllo, analisi e archiviazione di tutta la documentazione attestante la legittimità del credito.
  • Pratiche ENEA per detrazioni fiscali;
  • Asseverazioni congruità prezzi e dei lavori;
  • Assistenza tecnica per Due diligence e cessione dei crediti;
  • Visto di conformità, comunicazioni cessione del credito ad Agenzia Delle Entrate;

Servizi Catastali, legittimità, RTI, perizie, Ctu e Ctp, Millesimi condominiali:

  • Visure catastali immediate con servizio telematico;
  • Richiesta di estratti mappa aggiornati, recupero di schede catastali;
  • Accesso agli atti;
  • Verifiche e redazione pratiche di legittimità urbanistico e catastale RTI;
  • Redazione perizie di rispondenza, agibilità, abitabilità e di stima di immobili;
  • Pratiche di accatastamento e inserimenti in mappa di nuovi fabbricati ed ampliamenti;
  • Frazionamento di terreni;
  • Presentazione di nuove schede catastali, Correzioni incongruenze e Volture catastali;
  • Invio telematico di pratiche catastali in tutto il territorio nazionale;
  • incarichi e prestazioni come CTP e CTU
  • Tabelle millesimali condomini.

Team di lavoro

  • Ing. Corrado Cecconi (Ing. Edile Architetto, CSP e CSE, Certificatore Energetico, Project Manager, Specializzato in Progettazione e Coordinamento cantieri, Direzione Lavori e Agevolazioni)
  • Ing. Massimo Di Menna (Ingegnere, perito del tribunale, professore universitario)
  • Geom. Marco Cammameri (Geometra, Progettista, Servizi catastali, Direzione lavori)
  • Arch.Pian. Massimo Della Corte (Architetto Pianificatore, Urbanista, Progettista, Direzione Lavori)
  • Ing. Guido Pastorino (Ing. Edile Architetto, Progettazione Architettonica, Agevolazioni)
  • Ing. Alessandra Frascaroli (Ing. Edile Architetto, Progettista, Design e ricerca materiali)
  • Arch. Oliva Batini (Architetto CSP e CSE , Progettazione, Autorizzazioni, Servizi Catastali)
  • Ing. Alessio Papa (Ing. Civile, CSP e CSE, Strutturista, Autorizzazioni, Servizi Catastali)
  • Ing. Manuel Matera (Dott. Ing. Energetico, Progettista, Termotecnico, Agevolazioni)
  • Ing. Manuel Ferrara (Dott. Ing. Energetico, Progettista, Termotecnico, Agevolazioni)
  • Dott. Edoardo Baccellini (Disegnatore, Progettazione Architettonico, Sicurezza di cantiere)
  • Ing. Flavio Alecci (Dott. Ingegneria Civile ed Ambientale, Disegnatore, Computista)
  • Ing. Lara Breveglieri (Ing. Ambientale, Autorizzazioni Ambientali)
  • Ing. Virgilio Spinelli (Ing. Ambientale, Autorizzazioni Ambientali, Sicurezza di cantiere)
  • Dott. Akshay Aalla (Dott. Ingegneria Ambientale, Disegnatore, Sicurezza di cantiere)

Progetti

  • Manz Italy. Ridistribuzione Rifacimento 650 mq Uffici ci
  • Ct Pack: Rifacimento Uffici e Sala ristoro aziendale
  • Via Battaglia: Demolizione e ricostruzione completa nuovo immobile residenziale a due piani
  • Via Busi 15: Ristrutturazione completa, cambio destinazione d’uso, Elevatore e Impianti speciali 
  • Autodromo Imola: Rifacimento Impianti Fognari Paddock
  • Center Gross: Legittimazione Asta servizi

Partner:

  • IQT consulting SPA
  • Obs Italia Srl
  • Infissi Group Srl
  • Roveri Costruzioni Srl
  • Boscolo Srl

Ambienti Confinati

Cos’è
L’ambiente confinato (o “spazio confinato” come spesso denominato nel linguaggio corrente) è un ambiente o un luogo chiuso che non è stato progettato e costruito per un’occupazione continua da parte del lavoratore ma che – occasionalmente e temporaneamente – può essere occupato da lavoratori impegnati in operazioni di vario genere quali: manutenzione, riparazione, ispezione, pulizia, etc.
Alcune tipologie di ambienti confinati sono facilmente identificabili per la presenza di aperture di dimensioni ridotte, come nel caso di serbatoi, silos, recipienti adibiti a reattori, fosse biologiche, reti fognarie.
Altri tipi di ambienti confinati non sono altrettanto facili da identificare: anche ambienti non completamente chiusi possono essere ugualmente pericolosi come, ad esempio, camere con aperture in alto, vasche, depuratori, camere di combustione nelle fornaci, canalizzazioni varie, camere non ventilate o scarsamente ventilate.
Dunque, non è possibile fornire una lista esaustiva di tutti gli ambienti confinati.

A cosa serve
Solo un’adeguata conoscenza del contesto in cui si è chiamati ad operare può permettere la predisposizione di procedure di sicurezza veramente efficaci.
In tal senso è fondamentale il ruolo del datore di lavoro dell’impresa committente che conosce molto bene le caratteristiche dell’ambiente confinato. Infatti, prima di consentire l’accesso agli ambienti confinati, il datore di lavoro committente deve informare tutti i lavoratori dell’impresa appaltatrice su:
.. le caratteristiche dei luoghi in cui sono chiamati ad operare;
.. tutti i rischi esistenti negli ambienti di lavoro, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro
.. le misure di prevenzione ed emergenza adottate in relazione della propria attività.
Questo scambio di informazioni deve essere realizzato in un tempo sufficiente ed adeguato al completo trasferimento delle informazioni; si ritiene adeguata la durata minima di un giorno per acquisire tali informazioni.

Antincendio Condomini

Cos’è
Il servizio di Sicurezza proposto da Gruppo Ingegneria è un servizio completo volto a rispondere alle esigenze di tutti i suoi clienti permettendo di passare dall’idea di realizzazione di nuovi progetti alla realizzazione degli stessi.

A cosa serve
Le competenze del team di lavoro di Edilizia di Gruppo Ingegneria servono a risolvere problematiche tecniche di diversa natura.
Il servizio è principalmente indirizzato alla valutazione ed all’espletamento degli adempimenti necessari all’interno di condomini in termini di Decreto Sicurezza antincendio. Le disposizioni contenute nel Decreto 25 gennaio 2019, in vigore dal 6 maggio 2019, Modifiche ed integrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246, riguardano sia gli edifici di nuova costruzione, sia quelli esistenti. Il provvedimento individua le nuove misure calibrate in funzione dell’altezza degli edifici:
livello di prestazione 0, per gli edifici con altezza antincendi: 12 m ≤ h < 24 m;
livello di prestazione 1, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m;
livello di prestazione 2, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m;
livello di prestazione 3, per gli edifici con altezza antincendi: 54 m

Atmosfere Esplosive

Cos’è
Il Rischio Esplosione è normalmente associato ad un potenziale danno di elevata magnitudo: le esplosioni determinano tipicamente gravi danni alle strutture e infortuni gravi e anche mortali per i lavoratori.
Le prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere potenzialmente esplosive sono indicate dalla Direttiva Europea 1999/92/CE del 16 dicembre 1999.
Inizialmente recepita con il D.Lgs. 233/2003, che modificava e integrava il D.Lgs. 626/94, la Direttiva attualmente è richiamata nel Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive (artt. 287-297) del D.Lgs. 81/08.
I tecnici di Gruppo Ingegneria procederanno ad effettuare un sopralluogo presso i luoghi di lavoro verificando il livello e i tempi di esposizione dei lavoratori. Successivamente verrà elaborata una relazione tecnica che permetterà al datore di lavoro di conoscere e valutare il livello di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici identificando il grado di esposizione ed il conseguente rischio a cui essi sono sottoposti.

A cosa serve
Ai fini di valutare il rischio da atmosfere esplosive “Atex”, acronimo che sta per “ATmosphères EXplosibles, in particolare, ci si riferisce al D.Lgs. 81/2008 Titolo XI e s.m.i. sulla protezione dai rischi da atmosfere esplosive Indicazioni operative, alla Direttiva di prodotto 2014/34/UE (che ha sostituito la direttiva 94/9/CE) contenente disposizioni in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva (conosciuta anche come direttiva ATEX 95), Direttiva sociale 99/92/CE che definisce i requisiti minimi in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro con presenza di atmosfere potenzialmente esplosive (conosciuta anche come direttiva ATEX 137).

Norme di buona tecnica di riferimento, infine, la cui applicazione costituisce presunzione di conformità al dettato legislativo, sono:
CEI EN 60079-10-1:2016 Atmosfere esplosive: Classificazione dei luoghi – Atmosfere esplosive per la presenza di gas (norma CEI 31-87 con la relativa guida 31-35);
CEI EN 60079-10-2:2016 Classificazione dei luoghi – Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili (norma CEI 31-88 con la relativa guida 31-56)

Biologico

Cos’è
Il rischio da agenti biologici è spesso sottostimato in molti luoghi di lavoro. Le materie prime o le sostanze utilizzate, i fluidi biologici, la polvere organica, gli animali, gli insetti, le sostanze vegetali, la scarsa igiene o la cattiva gestione degli impianti aeraulici possono essere fonti di contaminazione biologica potenzialmente pericolosa.

Il rischio biologico è spesso di tipo ambientale e, quindi, trasversale, presente sia in attività lavorative in cui è “tradizionalmente” riconosciuta la presenza di agenti biologici (ambienti sanitari, laboratori di diagnosi e ricerca, settore dei rifiuti, allevamenti animali, ecc.), sia in ambienti come gli uffici, le scuole, i mezzi di trasporto, i centri estetici e sportivi, ecc., non esiste, pertanto, un ambiente di lavoro in cui tale rischio possa essere ignorato.
Secondo la definizione del Decreto legislativo 81/2008 (articolo 267), per agente biologico si intende qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni.

In un ambiente di lavoro però, possono essere presenti anche altri organismi potenzialmente responsabili di infezioni o allergie come alcuni artropodi (zanzare, zecche, pulci, blatte, acari, ecc.), alcuni mammiferi (per esempio ratti) o anche derivati vegetali e animali (pollini, peli e forfore).

A cosa serve
Per stimare l’entità del rischio da esposizione ad agenti biologici, nel processo di valutazione è necessario:

  • identificare i pericoli anche potenziali
  • stimare la gravità delle conseguenze derivanti dall’esposizione a tali pericoli
  • identificare e quantificare i soggetti esposti
  • misurare l’entità di tale esposizione.

La valutazione del rischio biologico presenta tuttavia aspetti di incertezza notevoli, legati principalmente alla grande varietà di agenti da valutare, molti dei quali caratterizzati da complesse interazioni interspecifiche e ambientali che possono favorirne o limitarne la proliferazione, e alla diversa risposta di ciascun individuo all’esposizione.

Riguardo quest’ultimo punto, infatti, la valutazione del rischio deve tenere conto di tutti i lavoratori anche quelli temporaneamente o stabilmente più sensibili, quali ad esempio coloro che presentano una diminuzione delle difese immunitarie o le donne in gravidanza. Sarebbe molto utile, in fase di analisi dei rischi, conoscere:

  • la modalità di interazione microrganismo-ospite
  • il ciclo complessivo dell’infezione
  • eventuali fattori favorenti l’infezione o in grado di aumentare la patogenicità
  • la misura esatta della dose.

Caduta dall’alto – Lavori in quota

Cos’è
La valutazione del rischio di caduta dall’alto è un processo utilizzato per identificare e valutare i potenziali pericoli legati a cadute da altezze elevate, come scale, scale a pioli, ponteggi, tetti e altre strutture sopraelevate. Questo tipo di valutazione è particolarmente rilevante nei settori dell’edilizia, dell’industria, della manutenzione e in molte altre attività che coinvolgono lavori in altezza.

A cosa serve
I lavori in quota devono essere eseguiti in condizioni di sicurezza ed ergonomiche adeguate per cui si rende necessario l’utilizzo di attrezzature idonee a garantirle. Per lavoro in quota è da intendersi ogni “attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile” (art. 107, D.Lgs 81/08).
Per l’individuazione del sistema di protezione individuale e collettivo idoneo è indispensabile la determinazione preliminare della natura e dell’entità dei rischi residui non eliminabili sul luogo di lavoro, con particolare riguardo ai seguenti elementi: tipologia dei possibili pericoli per i lavoratori, durata e probabilità del rischio, condizioni lavorative.
La scelta dovrà essere effettuata cercando il miglior compromesso fra la massima sicurezza possibile e le esigenze lavorative proprie del sito.
Gli obblighi del datore di lavoro, riguardanti I’uso delle attrezzature di lavoro, sono determinati all’art. 111 del D.Lgs 81/2008.

Cancerogeno/Mutageno

Cos’è
Sono più di 400 gli agenti, identificati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), classificabili come cancerogeni, probabilmente cancerogeni o possibilmente cancerogeni per l’uomo. Esistono agenti cancerogeni e/o mutageni fisici, biologici e chimici; la presente area tematica è dedicata in maniera specifica agli agenti chimici ad esclusione del radon e dell’amianto per i quali si rimanda alle specifiche sezioni.

Gli agenti cancerogeni e mutageni sono in grado di provocare alterazioni genetiche e neoplasie nei soggetti esposti. Il tema dell’epidemiologia dell’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni in ambito professionale e delle neoplasie correlate è complesso per diverse ragioni, fra le quali il lungo periodo di latenza tra esposizione ed insorgenza dei sintomi patologici, la multifattorialità nell’eziopatogenesi tumorale che non consente di isolare facilmente il rischio esclusivamente professionale e la difficoltà nel redigere anamnesi accurate.
Sostanze o preparati cancerogeni e/o mutageni sono presenti in diversi settori: li si può trovare come materie prime (es. agricoltura, industria petrolchimica e farmaceutica, trattamenti galvanici, laboratori di ricerca), o come sottoprodotti derivati da alcune attività (es. saldatura degli acciai inox, asfaltatura stradale, produzione della gomma).

A cosa serve
La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) contiene prescrizioni specifiche e rigorose per la tutela dei lavoratori potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, considerata la loro pericolosità per la salute umana.
Queste, in sintesi, le principali informazioni che devono emergere dalla valutazione:

  • cosa si intende per agenti cancerogeni e mutageni;
  • quali sono gli agenti chimici classificati come cancerogeni e mutageni,
  • come identificarli;
  • come effettuare la valutazione del rischio da esposizione a tali agenti;
  • come tutelare la salute dei lavoratori esposti;
  • quali sono gli ambienti di lavoro maggiormente a rischio di esposizione a tali agenti.

Campi Elettromagnetici (CEM)

Cos’è
Il rischio da esposizione CEM, Campi Elettro Magnetici, si riferisce al documento redatto dal Coordinamento Tecnico Regioni in collaborazione con INAIL e ISS D.Lgs. 81/2008 Titolo VIII, Capo IV e s.m.i. sulla prevenzione e protezione dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici: Indicazioni operative, e al D.Lgs. 159/2016 “Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE. (16G00172)”.

Normativa di riferimento è, infine, la Direttiva Macchine 2006/42/CE secondo la quale “le emissioni indesiderabili di radiazioni da parte della macchina (comprese quelle non ionizzanti, di cui i campi elettromagnetici fanno parte) devono essere eliminate o essere ridotte a livelli che non producono effetti negativi sulle persone” e che “ogni emissione di radiazioni non ionizzanti funzionali durante la regolazione, il funzionamento e la pulitura deve essere ridotta a livelli che non producono effetti negativi sulle persone”.

A cosa serve
Devono adeguarsi al D.Lgs. 81/08 tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore, incluse le attività d’ufficio più semplici e le piccole attività commerciali.
In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
– Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
– Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri.

Chimico

Cos’è
La conoscenza delle caratteristiche di pericolosità delle sostanze è un elemento indispensabile perché possano essere impiegate limitando il rischio per gli addetti al più basso livello possibile. In tutta l’Unione Europea sono considerati pericolosi, e come tali regolamentati, le sostanze ed i preparati rientranti in una o più delle seguenti categorie: esplosivi, comburenti, facilmente infiammabili, infiammabili, tossici, nocivi, corrosivi, irritanti, sensibilizzanti, altamente infiammabili, altamente tossici, tossici per il ciclo riproduttivo, pericolosi per l’ambiente, cancerogeni, teratogeni, mutageni.

Per individuare il livello e la tipologia di pericolosità di un prodotto vengono utilizzate le etichette e i simboli di pericolo. Attraverso le etichette è possibile identificare immediatamente i principali rischi tossicologici e chimico-fisici.
I simboli di pericolo vengono rappresentati su sfondo arancione, insieme alle frasi di pericolo (frasi H) definite dal Regolamento CE n. 1272/2008, e i consigli di prudenza (frasi P), indicanti le modalità per operare in sicurezza, anch’essi definiti dal Regolamento CE n. 1272/2008.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione.

I tecnici di Gruppo Ingegneria procederanno ad effettuare un’analisi ponderata di alcuni parametri ritenuti validi indicatori dell’esposizione (stato chimico-fisico del composto o miscela utilizzata, presenza di dispositivi di protezione collettiva, quantità utilizzata, temperatura di utilizzo, frequenza di utilizzo e tempo di manipolazione) presso i luoghi di lavoro verificando il livello e i tempi di esposizione dei lavoratori. Successivamente verrà elaborata una relazione tecnica che permetterà al datore di lavoro di conoscere e valutare il livello di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici identificando il grado di esposizione ed il conseguente rischio a cui essi sono sottoposti.

A cosa serve
L’articolo 223 del D.Lgs. 81/08 impone che tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore*, incluse le attività d’ufficio più semplici e le piccole attività commerciali, effettuino una valutazione, e quando necessario una misurazione, dei livelli di esposizione ad agenti chimici cui sono esposti i lavoratori.

*Ai sensi del Testo Unico, si intende come lavoratore qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Elettrico

Cos’è
Un moderno ambiente di lavoro o di vita completamente privo di energia elettrica è difficilmente immaginabile, allo stato attuale dello sviluppo tecnologico.
L’estrema versatilità di tale forma di energia e la relativa facilità con la quale può essere distribuita agli apparecchi utilizzatori l’hanno resa praticamente insostituibile, tanto nei settori produttivi quanto in ambito civile.

All’impiego o alla semplice presenza di energia elettrica è associato un rischio per la sicurezza delle persone, comunemente chiamato rischio elettrico, avente alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente temibile.

All’impiego o alla semplice presenza di energia elettrica è associato un rischio per la sicurezza delle persone, comunemente chiamato rischio elettrico, avente alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente temibile.

La prima di queste consiste proprio nella diffusione dell’energia elettrica, tanto capillare che è difficile pensare ad ambienti completamente esenti da tale rischio.
Vi è poi il fatto che l’elettricità è generalmente invisibile (tranne casi particolari, come nello sviluppo di archi elettrici) e può essere causa di incidenti e infortuni anche a distanza dall’impianto o dall’apparecchio predisposti per utilizzarla.
Le conseguenze di un infortunio di origine elettrica, purtroppo, possono essere mortali.

A cosa serve
Per la gestione del rischio elettrico il D.lgs. 81/08 prevede che il datore di lavoro effettui una valutazione del rischio tenendo conto delle caratteristiche specifiche del lavoro, dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro e delle condizioni di esercizio prevedibili.

È necessario distinguere il caso in cui l’esposizione al rischio elettrico derivi dalla presenza o dall’uso di apparecchi o impianti, dal caso in cui si debba operare direttamente su parti attive di impianti elettrici non protette mediante isolamento, o “vicino” ad esse.

Nel primo caso, i lavoratori sono considerati utenti generici degli impianti e delle apparecchiature messi loro a disposizione, che dovrebbero risultare sicuri in quanto realizzati a regola d’arte.
In una fase iniziale, pertanto, il compito del datore di lavoro sarà quello di garantirsi che le sorgenti di rischio elettrico rese disponibili ai propri lavoratori siano progettate, costruite ed installate a regola d’arte, in conformità alle norme applicabili, tenendo conto proprio delle caratteristiche del lavoro, della classificazione degli ambienti e delle condizioni di rischio specifiche, nonché delle possibili condizioni di esercizio.

Fulminazione

Cos’è
L’art. 17 del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro ad effettuare la valutazione dei rischi sul lavoro con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) previsto dall’art. 28 dello stesso decreto. Per quanto riguarda la valutazione del rischio di fulminazione, diretta ed indiretta, questo rientra nel contesto più ampio dei rischi di natura elettrica, trattati nel Capo III del Titolo III del D.Lgs. 81/08.

La modalità per effettuare la stima del rischio di fulminazione dovuto a tutti i possibili effetti del fulmine su una struttura (ad esempio un edificio) e/o su un impianto è descritta nella norma CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2) e prevede una specifica procedura di calcolo. L’applicazione di tale procedura di valutazione del rischio fulminazione è complessa ed articolata, e richiede specifiche competenze sull’argomento, esperienza e professionalità.

A cosa serve
La valutazione del rischio fulminazione effettuata secondo la norma CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2) può portare a due conclusioni:
1) se il rischio fulminazione, calcolato per la specifica struttura, risulta minore del rischio tollerabile (RT), non è necessario procedere all’installazione di sistemi di protezione contro il fulmine e la struttura si definisce “auto protetta” dal rischio fulminazione;
2) se invece il rischio fulminazione totale calcolato risulta maggiore del rischio tollerabile RT, dovranno essere adottate idonee misure di protezione quali ad esempio captatori, gabbie di Faraday, scaricatori, etc.

La valutazione del rischio fulminazione è parte integrante del documento di valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori che il datore di lavoro deve effettuare, in accordo con le prescrizioni del D.Lgs. 81/08. Nello specifico, l’art. 80 impone al datore di lavoro di effettuare una valutazione del rischio di fulminazione diretta ed indiretta.

Gestanti

Cos’è
Gli agenti fisici rappresentano dei fattori, governati da leggi fisiche, che provocano una trasformazione delle condizioni ambientali. La loro presenza determina un immissione negli ambienti di vita e di lavoro che, oltre i valori tollerati, risulta potenzialmente dannosa per la salute umana.

In particolare, un fulmine, che colpisce una struttura può causare danni alla struttura stessa, ai suoi occupanti e al suo contenuto, compresi i guasti agli impianti interni. I danni possono estendersi anche alle vicinanze della struttura e possono talvolta interessare l’ambiente.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione.

A cosa serve
L’articolo 80 del D.Lgs. 81/08 prevede che il datore di lavoro prenda le misure necessarie affinché i lavoratori* siano salvaguardati dai rischi di fulminazione, a tal fine esegue una valutazione dei rischi e, sulla base di tale valutazione, adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie.
L’art. 84 del del D.Lgs. 81/08 prevede che il datore di lavoro provveda affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini, secondo le indicazioni delle norme tecniche.
In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
– Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
– Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri.

*Ai sensi del Testo Unico, si intende come lavoratore qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Incendio

Cos’è
La valutazione dei rischi di incendio serve a consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone presenti nel luogo di lavoro.
Questi provvedimenti comprendono:
– la prevenzione dei rischi;
– l’informazione dei lavoratori e delle altre persone presenti;
– la formazione dei lavoratori;
– le misure tecnico – organizzative destinate a porre in atto i provvedimenti necessari.
La prevenzione dei rischi costituisce uno degli obiettivi primari della valutazione dei rischi.
La valutazione del rischio di incendio tiene conto:
– del tipo di attività;
– dei materiali immagazzinati e manipolati;
– delle attrezzature presenti nel luogo di lavoro, compresi gli arredi;
– delle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro, compresi i materiali di rivestimento;
– delle dimensioni e dell’articolazione del luogo di lavoro;
– del numero di persone presenti (siano esse lavoratori dipendenti o altre persone) e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

A cosa serve
La valutazione dei rischi secondo il D.M. 18/10/2019 (correttivo al Codice di prevenzione incendi), deve essere finalizzata alla “individuazione dei beni esposti al rischio d’incendio“ ed alla “valutazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell’incendio su occupanti, beni ed ambiente”
L’obiettivo di tale valutazione è quello di consentire all’azienda di adottare le misure di prevenzione necessarie per la prevenzione degli incendi, ai sensi del DM 10 Marzo 1998 ”Criteri Generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.
La valutazione viene effettuata dal Datore di Lavoro (D.L.) in collaborazione con:
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.)
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.).
Medico Competente (M.C.)

Il principale riferimento è rappresentato dal Decreto Legislativo n. 81/08, riguardante il “miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro” e dal DM 10 Marzo 1998 ”Criteri Generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.

Sono di seguito elencati i riferimenti legislativi principali di cui trattasi:
D.Lgs 81/08 : Norme di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.
D.M. 10/3/98 : Criteri generali di sicurezza antincendio.
Norme CEI
Norme UNI
Norme ISO

Lavori Isolati

Cos’è
Per lavoro solitario (o lavoro in solitudine) si intendono tutte quelle attività in cui un lavoratore si trova ad operare, per un intervallo di tempo più o meno breve, senza la presenza fisica di altre persone intorno a sé e, di conseguenza, non può essere né visto né sentito durante lo svolgimento della propria mansione.

Potenzialmente, il lavoro solitario può essere presente in qualunque settore, tuttavia esistono delle categorie lavorative in cui si può riscontrare più facilmente, ad esempio:

  • attività agricole, in particolare durante l’utilizzo di mezzi agricoli;
  • autotrasporti;
  • imprese di pulizie;
  • attività con presenza di celle frigorifere;
  • portinerie (specialmente durante le ore notturne).

A cosa serve
Lo scopo della valutazione dei rischi è quello di definire quali misure di prevenzione e protezione devono essere introdotte in azienda al fine di gestire adeguatamente il rischio, senza trascurare le possibili conseguenze in caso di tardivo intervento di soccorso.

Nell’ottica di eliminare o, laddove non fosse possibile, ridurre al minimo i rischi derivanti dal lavoro solitario, è necessario che l’azienda:

  • predisponga specifiche procedure operative;
  • attivi la sorveglianza sanitaria specifica, volta a riscontrare se il lavoratore è in condizioni psico-fisiche adeguate per svolgere attività in solitudine. In tal senso, è importante verificare che il lavoratore non soffra di crisi epilettiche, attacchi di asma, non presenti reazioni allergiche pericolose, non assuma farmaci sedativi, ecc.;
  • adotti determinate soluzioni tecniche. Tra queste, una delle più efficaci riguarda l’utilizzo di dispositivi “uomo a terra”.

Lavori Notturni

Cos’è
E’ possibile definire tre diversi casi per i quali sia possibile definire un lavoratore notturno:

  • lavoratore che svolga stabilmente tre ore del suo monte ore giornaliero nel periodo notturno
  • lavoratore che svolga nel periodo notturno l’attività lavorativa secondo le regole definite dalla contrattazione collettiva, in termini di ore giornaliere da effettuare nel periodo notturno e numero di giornate
  • lavoratore che svolga, in assenza di contrattazione collettiva, tre ore del suo monte ore giornaliero nel periodo notturno per almeno ottanta giorni l’anno.

A cosa serve
I lavoratori impegnati nel lavoro notturno sono più esposti a condizioni di stress per l’organismo (sonno/veglia), con una conseguente variazione delle funzioni biologiche, con effetti a breve termine (disturbi del sonno, dell’apparato digestivo, aumento o diminuzione di peso, stress) ed effetti nel lungo periodo (malattie cardiovascolari, dell’apparato gastroenterico e disturbi psicoaffettivi).

Dunque, è fondamentale individuare appropriate misure organizzative e gestionali (come, ad esempio, pause o riduzioni dei carichi di lavoro) e idonei protocolli di sorveglianza sanitaria per monitorare lo stato di salute dei dipendenti.

Inoltre, la IARCAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – con una ricerca effettuata nel 2010 (sulla base di otto studi epidemiologici sul tumore del seno nelle donne e di un piccolo numero di studi sui tumori della prostata e del colon negli uomini) ha segnalato un significativo aumento del rischio di tumore nell’ambito di attività che comportano lavoro notturno.

Legionella

Cos’è
La Legionella è un genere di batteri aerobi di cui sono state identificate più di 50 specie. Quella più pericolosa, a cui è stato collegato circa il 90% dei casi di legionellosi, è L. pneumophila. La legionella deve il nome all’epidemia acuta che nell’estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Philadelphia causando ben 34 morti su 221 contagiati (erano presenti oltre 4.000 veterani): solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un batterio, denominato legionella, che fu isolato nel gennaio del 1977 nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.
Negli scorsi anni si è verificato un notevole incremento dei casi di legionellosi associati ai viaggi. Nel 2010 sono stati notificati all’ELDSNet 864 casi di malattia, con un incremento del 5,6% rispetto al 2009, quando furono registrati 818 casi probabilmente acquisiti in strutture ricettive. Parallelamente sono aumentati i ricorsi legali da parte dei turisti coinvolti, allo scopo di ottenere risarcimenti.
Considerando le implicazioni economiche e di immagine che possono derivare da questi episodi, l’approccio più pragmatico è quello di mettere in atto tutte le misure necessarie per la prevenzione della malattia. Perché la prevenzione sia efficace, le misure di controllo devono essere attuate prima che i casi si verifichino.

A cosa serve
La maggioranza dei casi di Legionella degli ultimi anni, sono la conseguenza della noncuranza di questo batterio e di misure anti legionella scarse o inefficaci.
Attualmente, l’Italia rappresenta una delle nazioni in cui si registrano più casi di Legionella.
Infatti, secondo i dati del Rapporto annuale sulla Legionellosi in Italia 2019, sono stati confermati come tali almeno 3.192 casi di Legionellosi.
L’incidenza della malattia in Italia è stata pari a 53 casi per milione di abitanti contro una media europea di 22 per milione di abitanti (dati ECDC 2019).
Questi dati mettono in luce un aspetto, spesso trascurato: l’importanza della prevenzione della Legionella. Il batterio rappresenta un grave rischio per la salute umana.
La specie Legionella pneumophila provoca, infatti, infezioni polmonari che possono talvolta condurre anche alla morte.
A rendere particolarmente pericoloso questo batterio sono le condizioni in cui esso prolifera, per questo è importante che chi gestisce impianti a rischio adotti efficaci misure anti legionella.
Le attività obbligate a svolgere la valutazione e il monitoraggio, ai sensi delle Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi sono:
– attività turistico ricettive
– strutture sanitarie
– stabilimenti termali
Inoltre il Datore di Lavoro è obbligato ad effettuare una valutazione del rischio Legionella anche per le seguenti categorie di lavoratori, tra i quali sono stati riscontrati casi di legionellosi:
– Vigili del fuoco e altri operatori del soccorso pubblico e della difesa civile;
– Movimentatori di terra, minatori;
– Lavoratori dell’industria automobilistica;
– Personale addetto alle operazioni di manutenzione/pulizia delle torri evaporative e degli impianti di distribuzione/trattamento acqua sanitaria;
– Addetti alle piattaforme di trivellazione;
– Addetti agli impianti di depurazione;
– Addetti alla pulizia di turbine nel settore industriale;
– Giardinieri;
– Personale addetto alla vendita/manutenzione di vasche per idromassaggio;
– Operatori ecologici durante la pulizia delle strade con acqua a pressione;
– Lavoratori delle cave di marmo;
– Addetti alla pulizia negli autolavaggi;

I punti in cui maggiormente si può concentrare la Legionella sono: sistemi di acqua condotta (calda e fredda), soffioni delle docce, acqua delle vasche idromassaggio, bacini delle torri di raffreddamento e acqua di condensa dei condizionatori d’aria sottoposti ad inadeguata manutenzione.

Attrezzature e Macchine

Cos’è
Il piano di lavoro per la valutazione rischio Macchine e Attrezzature è l’insieme delle attività necessarie per supportare l’Azienda nel mettere in Sicurezze tutte le Macchine presenti nel suo parco attraverso le seguenti attività:

Identificazione delle Macchine non in Sicurezza
Individuazione dei Pericoli connessi alla Macchina
Individuazione e Valutazione Rischi derivanti dall’utilizzo della Macchina
.. Identificazione criteri e parametri di valutazione
.. Stima dell’entità del Danno
.. Stima della Probabilità di verifica del Pericolo
.. Calcolo del Rischio relativo al verificarsi del Danno
Individuazione dei Rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
Individuazione dei Rischi derivanti da interferenze con altre Macchine e/o Attrezzature
Attività per Riduzione del Rischio
.. Definizione delle misure di prevenzione e protezione dal Rischio da attuare
.. Definizione degli strumenti di prevenzione e protezione dal Rischio da utilizzare
Attività per aumento della Sicurezza Macchina
.. Identificazione interventi strutturali sulla Macchina
.. Programmazione di interventi migliorativi sull’ambiente di lavoro
Pianificazione piano di aggiornamento della Sicurezza Macchine

A cosa serve
Il Piano di Lavoro Sicurezza Macchine è utile per i seguenti motivi a ridurre infortuni sul luogo di lavoro, ridurre i costi aziendali e le interruzioni dell’attività, ottimizzare la produttività dei lavoratori, aumentare l’impegno ed il grado di affiliazione dei dipendenti nei confronti dell’Azienda, proteggere e arricchire l’immagine e il valore del marchio e a contribuire e dimostrare che l’azienda è socialmente responsabile.
Come da norma, tutte le macchine e le attrezzature utilizzate durante l’attività lavorativa devono possedere la Marcatura CE. Nel caso di mancata marcatura. e come previsto dall’Art. 15 del D. Lgs. 197/2007, l’azienda va incontro alla seguente sanzione:

Chiunque apporta, per uso personale, ad apparecchiature dotate di marcatura CE modifiche che comportano la mancata conformità ai requisiti di protezione e’ assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250,00 a euro 1.500,00.
Qualora sia accertata una delle violazioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, l’organo accertatore procede al sequestro delle apparecchiature ed invita il trasgressore alla loro regolarizzazione o ritiro dal mercato. Decorso il termine di sessanta giorni dall’accertamento, qualora il trasgressore non abbia adempiuto all’invito e’ disposta la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell’apparecchiatura.
In caso di mancata collaborazione con le autorità di vigilanza è inoltre prevista la seguente sanzione, desunta dal D.Lgs. 206/2005, nella sua parte inerente alla sicurezza generale dei prodotti, da considerarsi integrativo in quegli aspetti non coperti dalla direttiva bassa tensione.

Microclima

Cos’è
Per microclima si intende il complesso dei parametri climatici dell’ambiente nel quale un individuo vive o lavora. L’interazione dell’individuo con l’ambiente termico che lo circonda può dar luogo ad una serie di effetti estremamente varia che spazia da aspetti di tipo percettivo (comfort/discomfort) ad aspetti di tipo prestazionale fino ad aspetti che coinvolgono elementi fisiologici e finanche le funzioni vitali dell’individuo stesso.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione.

A cosa serve
Il D.Lgs. 81/2008 al titolo VIII definisce il microclima come uno degli agenti di rischio fisico e dunque si applicano le disposizioni generali contenute negli articoli 181 – 186.
Si segnala che in aggiunta a quanto contenuto nel titolo VIII, il Testo Unico si occupa di microclima anche nell’allegato IV (Luoghi di lavoro) che riportiamo di seguito: “La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.”
In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri, anche in vista di un’eventuale Certificazione ISO 45001.

Ambiente Severo Caldo e Colpo di Calore

Cos’è
L’esposizione alle elevate temperature durante la stagione calda rappresenta un importante fattore di rischio per la salute dei lavoratori. Condizioni di caldo intenso sono sempre più frequenti sia durante la stagione estiva, sia in quelle intermedie e gli effetti dell’esposizione ad alte temperature sulla salute umana, in particolare sulle categorie maggiormente vulnerabili. L’esposizione a condizioni di scambio termico sfavorevoli per l’organismo umano rappresenta un problema anche in ambito occupazionale, soprattutto per i lavoratori che svolgono la propria mansione in ambienti esterni, esposti per lunghi periodi alla radiazione solare o che debbono lavorare in ambienti interni in prossimità di superfici o macchinari che emettono calore. Le condizioni climatiche possono influenzare notevolmente alcuni ambiti lavorativi, come il settore edile, agricolo e della cantieristica stradale. Uno sforzo fisico intenso e prolungato, uno stato di idratazione inadeguato, la necessità di indossare DPI che ostacolano la dispersione del calore corporeo, possono aumentare il rischio di sviluppare reazioni acute da calore specialmente in presenza di malattie preesistenti. I danni alla salute possono essere di tipo diretto: colpo di calore, sincope da calore, crampi, patologie a carico della pelle e delle ghiandole sudoripare, oppure indiretto, aggravando condizioni patologiche preesistenti, o creando condizioni di affaticamento che possono ridurre la capacità di attenzione del lavoratore ed aumentare il rischio di infortuni (es: infortuni alla guida di veicoli o nella conduzione di macchinari).

A cosa serve
Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008) indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e quindi anche al rischio di danni da calore.
Per questo le aziende interessate da questo rischio devono effettuare una specifica “valutazione del rischio”; ciò vale soprattutto nell’edilizia, dove il rischio è molto alto sia per l’entità dell’esposizione, sia per la pesantezza del lavoro, sia per l’elevato rischio infortunistico.

Movimentazione manuale dei carichi (MMC)

Cos’è
Per Movimentazione Manuale si intende qualsiasi tipo di attività che comporti operazioni di sollevamento di un peso, ma anche le azioni di trascinamento, spinta o spostamento che possano dare origine a disturbi e patologie soprattutto a carico della colonna vertebrale, ma anche a carico delle articolazioni e dei muscoli. A questi si aggiungono anche i rischi derivanti da movimenti ripetitivi e continuati, che possono dare origine anch’essi a patologie osteo articolari, tendinee e muscolari anche gravi e perduranti.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione.

A cosa serve
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 prevede che nelle attività che possono comportare la movimentazione manuale dei carichi si verifichi se esiste la possibilità di eliminare queste operazioni o di renderle meno faticose attraverso l’uso di mezzi idonei con lo scopo di ridurre il rischio.
Il D.Lgs. 81/08 non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore ma indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio.

In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri, anche in vista di un’eventuale Certificazione ISO 45001.

Radiazioni Ottico Artificiali (ROA)

Cos’è
Agli effetti dell’articolo 214 D.Lgs 81/08 e s.m.i, si intendono per radiazioni ottiche tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse. La loro presenza determina un immissione negli ambienti di vita e di lavoro che, oltre i valori tollerati, risulta potenzialmente dannosa per la salute umana.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione.

A cosa serve
L’articolo 181 del D.Lgs. 81/08 impone che tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore effettuino una valutazione dei rischi derivanti da agenti fisici presente al loro interno.

*Ai sensi del Testo Unico, si intende come lavoratore qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Rumore

Cos’è
Gli agenti fisici rappresentano dei fattori, governati da leggi fisiche, che provocano una trasformazione delle condizioni ambientali. La loro presenza determina un immissione negli ambienti di vita e di lavoro che, oltre i valori tollerati, risulta potenzialmente dannosa per la salute umana.
Il rumore, in particolare, rimane una delle più frequenti cause di malattie professionali. Il Dlg.81/2008 e s.m.i. ha confermato le prescrizioni minime di sicurezza inerenti all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dall’esposizione all’eccessivo rumore durante il lavoro.
L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione. In particolare, i tecnici di Gruppo Ingegneria procederanno ad effettuare i rilievi fonometrici presso i luoghi di lavoro verificando il livello di rumorosità delle macchine o delle attrezzature aziendali, i tempi di esposizione e le mansioni dei gruppi omogenei di lavoratori. Successivamente verrà elaborata una relazione tecnica che permetterà al datore di lavoro di conoscere e valutare il livello di esposizione dei lavoratori al rumore identificando il grado di rischio a cui essi sono sottoposti.

A cosa serve
L’articolo 190 del D.Lgs. 81/08 impone che tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore effettuino una valutazione del rumore presente al loro interno.
Nei casi in cui non è possibile escludere a priori che non vi sia il superamento delle soglie minime previste dalla normativa, la valutazione deve prevedere delle misurazioni effettuate secondo le norme tecniche
UNI 9432:2011 e UNI EN ISO 9612:2011
In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri.
*Ai sensi del Testo Unico, si intende come lavoratore qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

SmartWorking

Cos’è
Tra i rischi da considerare ci sono anche quelli connessi a particolari modalità di svolgimento del lavoro, tra le quali va certamente ricompreso lo smart working. Negli ultimi due anni, in seguito alla diffusione del SARS-CoV-2, il ricorso a tale modalità lavorativa ha avuto un notevole incremento per tutte quelle attività che non necessitano della presenza continuativa dei lavoratori all’interno di locali aziendali, come ad esempio le attività amministrative o di progettazione.

A cosa serve
La regolamentazione dello smart working è stata introdotta dalla legge 81/2017, che prevede che il datore di lavoro garantisca la salute e la sicurezza dei lavoratori che operano secondo questa modalità consegnando loro con cadenza almeno annuale un’informativa scritta nella quale “sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro”.

Stress Lavoro Correlato Preliminare

Cos’è
Sicurezza sui luoghi di lavoro significa tutela dell’incolumità e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
La normativa in vigore in Italia in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è il Testo Unico (D.Lgs. 81/2008), integrato dalle novità del D.Lgs. 106/2009. Tali decreti legislativi hanno accolto e sviluppato molti concetti già specificati all’interno della L. 626/1994.
Il Testo Unico ha segnato una svolta nel concetto di sicurezza in azienda. L’innovazione è consistita in:
In azienda e negli studi professionali, si è instaurato l’obbligo di effettuare una valutazione dei rischi
I lavoratori sono stati posti al centro dell’organizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso l’informazione, la formazione, l’educazione e la sensibilizzazione.
Il Testo Unico, inoltre, individua i soggetti responsabili e descrive le misure gestionali e gli adeguamenti tecnici necessari per ridurre i rischi lavorativi. In caso di inadempienza, sono previste sanzioni indirizzate alle figure della sicurezza in capo all’attività per cui l’azienda si è mostrata inadempiente; tali figure, nello specifico, sono: Datore di Lavoro, RSPP, RLS, Addetti alle emergenze (Antincendio e Primo Soccorso) e Medico Competente.

A cosa serve
Devono adeguarsi al D.Lgs. 81/08 tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore, incluse le attività d’ufficio più semplici e le piccole attività commerciali.
In aggiunta all’obbligo dato dal D.Lgs. 81/08, l’adeguamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro porta alle aziende:
Reale riduzione dei rischi – I corsi di formazione, informazione ed addestramento infatti sono tesi a far sì che tutti i lavoratori raggiungano una maggior consapevolezza dei rischi legati ai luoghi di lavoro ed alle attività svolte, sapendo quindi come prevenirli e come proteggersi da eventuali danni.
Numerosi benefici dal punto di vista commerciale, dando un miglioramento della propria immagine di fronte ai clienti, presenti e futuri.

Stress Lavoro Correlato Approfondito

Cos’è
Secondo l’Accordo Quadro Europeo sullo stress Lavoro Correlato, firmato a Bruxelles l’8 ottobre 2004, “lo stress è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative lavorative.” Lo stress lavoro correlato può derivare anche da ambiente di lavoro ostile, discriminazioni, eccesso di lavoro, burn-out, mobbing, stalking, scarsità di lavoro, insicurezze, sottooccupazione, sotto-considerazione, microclima, e ogni altra situazione che crea stress psico-fisico al lavoratore.
Lo stress da lavoro correlato è sanzionato dall’art. 28 del d.lgs. 81/2008 e dal D.lgs. 231/2001, anche con rilevanza penale.

A cosa serve
Questo Piano di Lavoro serve per aiutare l’azienda a:
.. prevenire lo stress lavoro correlato
.. conoscere le cause dello stress e ridurlo
.. ridurre lo stress per evitare sanzioni amministrative e penali
.. ridurre lo stress per aumentare la motivazione dei lavoratori.
Complessivamente, gestire lo stress da lavoro correlato aiuta a creare una cultura di collaborazione e un clima sereno in azienda.

Ultrasuoni e infrasuoni

Cos’è
Gli agenti di rischio di natura fisica (come definiti dall’art. 180 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i), ed in particolare il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche (trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero), il microclima degli ambienti termici severi, le radiazioni ottiche artificiali (incoerenti e coerenti) e naturali (UV), i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, le radiazioni ionizzanti, le atmosfere iperbariche e ipobariche, sono tra i principali rischi per la salute nei luoghi di lavoro.

Dai dati provvisori relativi ai lavoratori italiani soggetti alla sorveglianza sanitaria per gli agenti fisici nel 2013, secondo i dati trasmessi all’Inail dai medici competenti nel 2014 con l’Allegato III-B del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., risulta che più di 4 milioni di lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria a seguito di esposizione agli agenti fisici.

A tale scopo, vengono effettuati studi, ricerche e monitoraggi, sia sperimentali (in laboratorio e in campo) che modellistici, mirati alla misura e alla valutazione delle condizioni di inquinamento da agenti fisici presenti nei luoghi di lavoro, non solo quelli industriali tradizionali ma anche quelli cosiddetti “misti”, dove vi è la presenza contemporanea di lavoratori e della popolazione, al fine di individuare, mettere a punto e standardizzare metodologie di rilevazione, di valutazione e di controllo degli stessi, in relazione agli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, incluse le misure di prevenzione tecnica, le bonifiche e le misure di protezione.

A cosa serve
Relativamente ai fattori di rischio ultrasuoni, infrasuoni, microclima e atmosfere iperbariche, che sono esplicitamente elencati nel campo di applicazione del Titolo VIII dall’art. 180 del D.Lgs. 81/08, ma per i quali non esiste un Capo dedicato, l’art. 181 comma 1 specifica che la valutazione del rischio di tutti gli agenti fisici deve essere svolta nell’ambito della valutazione dei rischi generale, di cui all’art.28, e deve essere tale da “identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione” facendo “particolare riferimento alle norme di buona tecnica e alle buone prassi”.

Le presenti linee d’indirizzo illustrano gli specifici criteri per effettuare correttamente la valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione agli agenti fisici ultrasuoni, infrasuoni, microclima e atmosfere iperbariche, nell’ambito della propria specifica sezione.

Viabilità aziendale

Cos’è
Per viabilità aziendale intendiamo le strutture e l’organizzazione predisposte per gli spostamenti delle persone, dei mezzi di trasporto, delle materie prime e dei prodotti all’interno del perimetro di un’azienda, nonché all’interno ed all’esterno degli edifici e degli eventuali reparti che la compongono. In molte aziende, inoltre, si tende spesso a considerare la sicurezza della viabilità interna solo per gli aspetti che riguardano il trasporto, la manutenzione e l’esodo in caso d’emergenza, mentre la viabilità generale viene spesso vissuta come un problema complementare, difficilmente gestibile per il suo carattere precario e dinamicamente variabile in base a diversi fattori contingenti: le possibili interferenze causate da ditte esterne (fornitori e manutentori), la varietà e molteplicità dei percorsi e degli stazionamenti dei mezzi di trasporto interni ed esterni, dei pedoni, eccetera.

A cosa serve
La valutazione dei rischi tiene quindi necessariamente conto degli aspetti riguardanti la viabilità aziendale, tra i quali vengono citati:
Le fasi di entrata e d’uscita del personale, dei fornitori esterni e degli eventuali visitatori;
La fase d’entrata dei materiali necessari alla produzione;
La movimentazione di materiali, di prodotti e di mezzi tra i vari reparti e gli edifici, nonché all’interno di questi;
Il parcheggio dei mezzi: cicli, ciclomotori e motocicli, veicoli leggeri, mezzi pesanti;
Gli spostamenti del personale, sia motorizzato che a piedi, all’interno dell’insediamento per le necessità di produzione, di stoccaggio, di manutenzione, di amministrazione;
Gli spostamenti del personale per portarsi nei locali accessori e d’uso collettivo: spogliatoio, servizi igienici, mensa;
Le condizioni di visibilità e di illuminazione naturali ed artificiali;
L’interferenza e l’intersezione dei flussi veicolari e pedonali;
Le caratteristiche dei percorsi in base al loro uso: circolazione pedonale, veicolare ed il loro stato di conservazione;
Le norme comportamentali e le procedure da adottare, con la conseguente formazione ed informazione del personale dell’azienda e di quello delle imprese esterne;
L’organizzazione complessiva della viabilità aziendale.

Vibrazioni

Cos’è
Gli agenti fisici rappresentano dei fattori, governati da leggi fisiche, che provocano una trasformazione delle condizioni ambientali. La loro presenza determina un’immissione negli ambienti di vita e di lavoro che, oltre i valori tollerati, risulta potenzialmente dannosa per la salute umana.
La trasmissione di vibrazioni al corpo umano da apparecchiature o mezzi vibranti può costituire una fonte di rischio per la salute, a causa delle sollecitazioni indotte negli apparati e negli organi interni. Le vibrazioni trasmesse al corpo umano, a seconda delle parti del corpo coinvolte, si distinguono in due tipologie: le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio, derivanti da un’apparecchiatura vibrante che nell’uso normale va impugnata dal lavoratore con una o con entrambe le mani, e le vibrazioni trasmesse al corpo intero, ricevute a bordo di macchine semoventi e mezzi di trasporto, oppure quelle ricevute in prossimità di macchine fisse.
L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la Salute, la Sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione. In particolare i tecnici di Gruppo Ingegneria procederanno ad effettuare indagini e rilievo di vibrazioni presso i luoghi di lavoro verificando il livello di vibrazioni delle macchine o delle attrezzature aziendali, i tempi di esposizione e le mansioni dei gruppi omogenei di lavoratori. Successivamente verrà elaborata una relazione tecnica che permetterà al datore di lavoro di conoscere e valutare il livello di esposizione dei lavoratori alle vibrazioni identificando il grado di rischio a cui essi sono sottoposti.

A cosa serve
L’articolo 202 del D.Lgs. 81/08 impone che tutte le aziende pubbliche e private con almeno un lavoratore*, incluse le attività d’ufficio più semplici e le piccole attività commerciali, effettuino una valutazione, e quando necessario una misurazione, dei livelli di vibrazioni meccaniche cui sono esposti i lavoratori.

*Ai sensi del Testo Unico, si intende come lavoratore qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Videoterminali

Cos’è
I videoterminali (Vdt) costituiscono oggi un elemento essenziale in quasi tutti gli ambienti lavorativi, siano essi uffici, dove il videoterminale è adesso lo strumento fondamentale di lavoro, che ambienti produttivi, dove in molti casi i videoterminali entrano con funzioni di controllo (postazioni di comando, gestione dei quantitativi e dei flussi, controllo dell’organizzazione, ecc.) o per attività di progettazione.
Il lavoro al videoterminale pone dei rischi per la salute dei lavoratori, che dipendono non solo dal videoterminale stesso ma da tutto ciò che costituisce l’ambiente in cui il lavoratore si trova. I rischi legati al vero e proprio Vdt sono dipendenti dalle sue componenti (schermo, tastiera, mouse, altre periferiche) oltre che dalle caratteristiche dei software installati, mentre l’ambiente comprende la postazione di lavoro (essenzialmente scrivania e seduta) e quanto c’è intorno (luce ambientale, microclima, spazi di lavoro e di movimento, ambiente sonoro, ecc.).

A cosa serve
L’obiettivo di tale valutazione è quello di consentire all’azienda di adottare le misure di prevenzione necessarie alla salute dei lavoratori in riferimento al rischio da videoterminali.
La valutazione del rischio è senza dubbio il primo atto previsto dal quale ne derivano poi tutte le informazioni relative alle precauzioni da porsi in essere in relazione ad un preciso programma di attuazione cui la valutazione stessa è finalizzata.
Doverosamente si pone in evidenza che questo rilievo non esaurisce la valutazione del rischio in quanto essa si identifica con un processo dinamico che necessita di un suo continuo sviluppo all’interno dell’azienda in quanto finalizzato a migliorare sempre più lo stato di sicurezza e di salute dei lavoratori. Ne deriva che la presente valutazione rappresenta solo la fase iniziale di un lavoro più complesso ed articolato da svolgersi.

Visitatori Esterni e Appalti

Cos’è
L’accesso in azienda da parte di visitatori e appaltatori esterni può interferire significativamente con le attività presenti e con i lavoratori che le eseguono. In ambienti aziendali, d’ufficio o produttivi si possono creare condizioni di interferenza o non confortevoli che possono ridurre la produttività ma anche favorire il verificarsi di incidenti, infortuni e malattia.

A cosa serve
Lo scopo del presente documento è quello di:
.. fornire procedure e accorgimenti da adottare al fine di minimizzare potenziali fonti di rischio e ottenere condizioni di lavoro tali da tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
.. fornire ai visitatori e appaltatori esterni informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare
.. valutare il rischio derivante da possibili interferenze tra le attività della/e impresa/e appaltatrice/i o comunque dai visitatori e della committente e le relative misure di prevenzione e protezione
.. fornire alle imprese appaltatrici e/o visitatori informazioni sui comportamenti da adottare in caso di emergenza.

Validazione del parco scaffalature

Cos’è
Il processo di validazione e l’ispezione periodica delle scaffalature metalliche tutelano l’incolumità e la salute dei lavoratori durante l’utilizzo di tali attrezzature di immagazzinaggio.
La normativa in vigore in Italia in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è il Testo Unico (D.Lgs. 81/2008), ad essa si integrano le norme UNI 11636:2016 – “Scaffalature industriali metalliche – Validazione delle attrezzature di immagazzinamento” e UNI EN 15635 – “Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio”.

A cosa serve
Devono adeguarsi alle norme UNI 11635 ed UNI EN 15636 tutte le aziende in cui si utilizzano scaffalature metalliche industriali, siano esse scaffalature portapallet, cantilever, scaffalature leggere, scaffalature di tipo drive-in o drive-through.
L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nell’aiutare le aziende a definire e mettere in atto metodologie per l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per la salute, la sicurezza e la progettazione di opportune misure di prevenzione e protezione per l’utilizzo in sicurezza delle attrezzature di stoccaggio.

La metodologia
Dal punto di vista operativo, è necessario individuare almeno un referente aziendale che si relazioni con i tecnici di Gruppo Ingegneria. È previsto un incontro di apertura con il referente aziendali per individuare il gruppo di lavoro.
Gruppo Ingegneria aiuterà l’azienda ad adeguare il parco scaffalature alla normativa vigente di seguito riportata:
norma UNI 11636 pubblicata a Maggio 2016, definisce la documentazione obbligatoria per ogni ogni scaffalatura deve essere corredata;
norma UNI EN 15635 pubblicata nel 2009 “Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio”. Prescrive che l’azienda che utilizza scaffalature debba individuare, nominare e preparare adeguatamente una persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio presenti al proprio interno (PRSES). Prescrive inoltre l’obbligo di ispezioni periodiche, ad intervalli non superiori ai 12 mesi
Per la realizzazione di tali adempimenti i tecnici di Gruppo Ingegneria, tramite sopralluogo presso il magazzino dell’azienda, effettueranno i rilievi geometrici e fotografici, necessari alla redazione dei documenti di validazione di seguito riportati:
Validazione documentale: attesta l’esistenza e della congruenza dei documenti richiesti dalle norme.
Validazione di montaggio: attesta che la scaffalatura, allo stato in cui si trova al momento, è stata installata in maniera corretta.
Validazione statica: Definisce della capacità portante della scaffalatura nella sua configurazione corrente.
La validazione statica è riferita alla scaffalatura utilizzata in modo corretto.
Validazione d’uso: Il processo di validazione, documentato opportunamente dall’esperto validatore, è finalizzato all’ottenimento della cosiddetta Validazione d’uso, che attesta l’integrità funzionale della scaffalatura
Al contempo verrà effettuata l’ispezione periodica prevista dalla legge con redazione del relativo verbale.
Tali documenti al loro interno conterranno:
– Planimetrie dello stabile con posizionamento delle scaffalature presenti, dei danni e delle irregolarità rilevati
– descrizione fotografica dei danni e le irregolarità riscontrati, con le indicazioni per procedere alla loro risoluzione
– Tabella riepilogativa delle scaffalature presenti con indicazione dei valori da inserire nei cartelli di portata.
A completamento delle attività obbligatorie previste dalla legge, si effettuerà il corso di formazione per il/i PRSES nominato/i dall’azienda, in cui verranno esposti i principali punti della normativa e le procedure teoriche e pratiche, tramite affiancamento. Al termine del corso si rilascia l’attestato di frequenza del corso.

Cos’è 
Il GDPR (o RGPD nella sigla italiana) è il Regolamento Europeo in materia di Protezione dei Dati Personali (Reg. UE 679/2016) e mira a responsabilizzare sulle regole riguardanti la raccolta e il trattamento dei dati personali. L’adeguamento al GDPR riguarda tutte le aziende, gli enti, le associazioni e i libero professionisti. 

A cosa serve
Nel caso in cui non ci si allinei alle nuove regole si rischiano sanzioni che, a seconda della gravità della violazione, possono arrivare fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuale.
Perché rispettare le nuove regole del GDPR?

  • Adeguarsi al GDPR permette di evitare di essere soggetti a sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo se maggiore, in base alla gravità delle violazioni;
  • Adeguarsi al GDPR permette di evitare la responsabilità penale per il trattamento illecito dei dati;
  • Adeguarsi al GDPR permette di evitare la responsabilità in caso di danno agli interessati (qualsiasi persona fisica cui dati vengono trattati) e non dover risarcire anche somme importanti;
  • Adeguarsi al GDPR permette comunque di ottenere una riduzione delle sanzioni e della responsabilità anche se si verifica qualche problema (fuga di dati; violazione di diritti etc);
  • Adeguarsi al GDPR aiuta a migliorare l’organizzazione dell’azienda aumentando la sicurezza dei dati sia informatici che cartacei in linea con lo specifico trattamento dati previsto;
  • Adeguarsi al GDPR permette di fare una mappatura dell’attività svolta dall’azienda: permette di sapere quali dati vengono trattati e da chi in ogni momento;
  • Adeguarsi al GDPR consente di avere sempre sotto controllo l’attività svolta con clienti e fornitori;
  • Adeguarsi al GDPR permette di chiarire responsabilità e deleghe dei lavoratori;
  • Adeguarsi al GDPR permette di chiarire responsabilità e deleghe dei fornitori e dei professionisti che collaborano con la nostra azienda (commercialista; consulente del lavoro; etc) definendo meglio ruoli da ricoprire e attività da svolgere;
  • Adeguarsi al GDPR può permettere di accedere a bandi di gara che richiedono che l’azienda sia in linea con tutte le normative europee;
  • Adeguarsi al GDPR permette di migliorare l’immagine dell’azienda: un cliente è più rassicurato quando sente che i propri diritti sono tutelati.
  • Adeguarsi al GDPR è utile per gestire meglio i dati aziendali e proteggerli dalla concorrenza e da usi illeciti. 

Dal punto di vista operativo, la metodologia prevede la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, con la partecipazione dei tecnici del Gruppo Ingegneria insieme alle figure responsabili aziendali designate. 

Nello specifico l’azienda avrà: 

  • un registro dei trattamenti corrispondente alle caratteristiche richieste dal Regolamento Europeo (art.30);
  • individuazione dei ruoli privacy;
  • la modulistica necessaria per tutti gli adempimenti (lettere di incarico, nomine responsabili del trattamenti, nomina amministratore di sistema, informativa clienti, informativa dipendenti, modulo comunicazione data breach), 
  • la formazione per tutti i dipendenti che trattano dati personali di persone fisiche, 
  • la nomina del DPO 
  • l’assistenza annuale. 

Il lavoro sarà finalizzato a due obiettivi: 

  • la tutela legale dell’azienda, la creazione di modelli organizzativi e l’implementazione della sicurezza informatica;
  • l’efficientamento e miglioramento organizzativo. 

Per questo, le attività svolte saranno progettate insieme e condivise con i lavoratori dell’azienda e le procedure diventeranno ordinari e quotidiani modi di lavorare. 

CYBERSECURITY _ LOG AMMINISTRATORE DI SISTEMA
Il provvedimento del Garante del 2008 prevede l’obbligo di registrazione degli accessi logici (access log) degli AdS (sia server che client)  riguardante i sistemi e non invece gli applicativi. A seguito della verifica dello stato dell’arte dell’azienda daremo indicazioni su come rispettare la normativa.
.. Caratteristiche delle registrazioni:  completezza, inalterabilità,  possibilità di verifica della loro integrità. 
.. Devono comprendere i riferimenti temporali e la descrizione dell’evento che le ha generate. 
.. Rispetto della data Retention: conservazione non inferiore a 6 mesi;
.. Finalità del controllo: verificare le anomalie nella frequenza degli accessi e nelle loro modalità.
.. Aiuto nell’individuare la soluzione tecnica informatica. E’ esclusa la realizzazione della soluzione tecnica informatica che sarà eventualmente quotata a parte. 

VIDEOSORVEGLIANZA
L’art. 4 della Legge n. 300 del 1970 stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.
Gli impianti di Videosorveglianza sono soggetti anche alle prescrizioni impartite dal Garante per la Protezione dei Dati Personali in ambito Privacy definite nel Provvedimento in materia di Videosorveglianza dell’8 aprile 2010.
Le fasi del lavoro:
…Sopralluogo e valutazione delle caratteristiche dell’impianto di videosorveglianza;
…Raccolta delle schede tecniche relative all’impianto di videosorveglianza;
Redazione accordo sindacale o della modulistica da inviare all’Ispettorato;
…Redazione dell’Informativa Privacy sull’attività di Videosorveglianza;
…Dichiarazione sostitutiva per Marca da bollo, per invio telematico.

DPIA, Data Protection Impact Assessment Art. 35 Reg. EU 679/2016
La DPIA è lo strumento attraverso il quale il Titolare del Trattamento valuta i rischi derivanti dai trattamenti posti in essere.
Ogni trattamento, quindi, deve tenere conto dei rischi ad esso connessi attraverso una valutazione d’impatto che vada a:

  • identificare le minacce connesse a quello specifico trattamento;
  • prevedere delle misure di sicurezza adeguate.

L’obiettivo della Valutazione d’Impatto (DPIA) è quello di assicurare trasparenza e protezione nelle operazioni di trattamento dei dati personali rispondendo al principio di accountability.

…la valutazione d’impatto è preventiva, va fatta prima di iniziare un trattamento;
…è consigliata per ogni trattamento ed obbligatoria in alcuni casi specifici individuati all’art. 35 del Reg. UE:
…il trattamento determina una valutazione sistematica e globale di aspetti personali relativi a persone fisiche, basata su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, e sulla quale si fondano decisioni che hanno effetti giuridici;

… il trattamento riguarda dati sensibili o giudiziari su larga scala.

DPO – Data Protection Officer – Art. 37 GDPR
Incarico di responsabilità come Data Protection Officer, Responsabile per la Protezione dei Dati (RPD).

  • Vigilanza sull’osservanza del Regolamento UE 2016/679 e, più in generale, della normativa vigente in materia di privacy;
  • Assistenza in caso di data breach ed in caso di necessità di notifica al Garante;
  • Controllo delle difformità e indicazioni tecniche su come risolverle;
  • Descrizione di procedure e informative aggiuntive ove necessario;
  • Assistenza ed affiancamento nel confronto con altri DPO.
TUTELA DELLA RISERVATEZZA AZIENDALE

Tutela della riservatezza aziendale, cioè dati dell’azienda, dei fornitori, dei clienti, delle soluzioni tecniche attraverso l’analisi dei rischi effettuata attraverso il modello organizzativo 231 e l’analisi del rischio legato al trattamento Dati. Per riservatezza aziendale intendiamo il divieto di divulgare notizie attinenti all’azienda e ai metodi di produzione dell’impresa e farne uso in modo da poter recare a essa pregiudizio.

La tutela dei segreti aziendali è disciplinata anche dal Codice della proprietà industriale (D.lgs. 30/2005) recentemente modificato dal D.lgs. 63/2018, gli artt. 98 e 99 del c.p.i. tutelano il legittimo detentore dei segreti commerciali intesi come tutte le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali che siano segrete, che abbiano valore economico in quanto segrete e che siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. Applichiamo misure per evitare che questo si verifichi.

  • Previsione, se necessario, di un’informativa che attenzioni dipendenti e collaboratori;
  • Redazione regolamento circa l’utilizzo dei sistemi informatici;
  • Previsione di una Policy circa l’utilizzo dei sistemi informatici forniti ai dipendenti;
  • Policy circa rilascio e cessazione delle email aziendali dei dipendenti e collaboratori.

Si riporta un caso interessante per il quale ha avuto notevole risonanza una pronuncia della Cassazione che si è occupata del caso di un lavoratore licenziato per giusta causa per aver duplicato e scaricato, senza divulgarli, su una penna USB un notevole quantitativo di dati aziendali ai quali aveva avuto accesso in ragione della sua qualifica (Cass. 25147/2017). I giudici in tale ipotesi hanno evidenziato che, ai fini della legittimità del licenziamento per violazione dell’art. 2105 c.c., è irrilevante il danno arrecato al datore essendo sufficiente che tale condotta sia per sua natura idonea a danneggiare l’azienda. Dunque, anche il mero trafugamento di dati aziendali, non seguito dalla loro divulgazione, si pone in contrasto con l’obbligo di fedeltà.

CERTIFICAZIONE ISO 27001 

Lo standard ISO 27001 è un riferimento internazionale per la gestione delle attività aziendali, indipendentemente dal tipo di attività e dal servizio fornito. Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI EN ISO 27001:2017, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito.
Solamente Enti Certificati possono eseguire verifiche ispettive che possono poi rilasciare il certificato. A cosa serve:

  • Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri processi in azienda.
  • Aiuta a dare all’azienda un’immagine di una realtà molto più attenta alle problematiche sulla sicurezza dei dati personali e sensibili.
  • Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 30% (art.93, D.lgs 50/2016) non cumulabile con altre riduzioni.
  • Aiuta a monitorare e gestire i diversi adempimenti in materia di normative sulla protezione dei dati, che se non correttamente gestiti possono avere conseguenze civili e penali.

Cos’è
Gestire correttamente le tematiche ambientali significa innanzitutto tutela dell’incolumità e della salute dei lavoratori durante l’attività lavorativa giornaliera. Approfondendo a livelli successivi l’analisi, gestione dell’ambiente significa tutela dell’ambiente nel quale la realtà aziendale è inserita. Le Normative attuali infatti sono sempre più stringenti, specifiche e volte a ridurre gli impatti dell’uomo e delle sue attività sull’ambiente. Citando l’articolo 2 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) “Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali”, si capisce come le imprese debbano essere pronte o si debbano preparare ad affrontare un mercato tendente all’innovazione, all’internazionalizzazione ed orientamento alla Green Economy. Ad un ulteriore livello, poi, una corretta gestione dell’ambiente significa aumento della produzione, dell’efficienza e quindi diminuzione dei costi fissi. Infine una gestione ambientale oculata e corretta fa sì che l‘azienda abbia dei notevoli benefici commerciali in termini di immagine. Il D.Lgs. 116/2020 ha introdotto diverse importanti novità per i produttori di rifiuti.

L’assistenza di Gruppo Ingegneria si configura nel fornire alle aziende uno strumento di valutazione dello stato iniziale della tematica ambientale, una fotografia da cui partire per migliorare su questo aspetto, operando secondo le disposizioni del D.Lgs. 152/2006, un adeguamento per ottenere i requisiti minimi di Legge, l’implementazione di procedure che validino un fluido Sistema di Gestione Ambientale (SGA) e un’assistenza annuale di gestione ambientale.

A cosa serve
La sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente è un tema sempre più sentito sia a livello Nazionale che Internazionale. Adeguarsi alle direttive Europee tramutate in regolamenti e Decreti legislativi Nazionali è un obbligo da assolvere per tutte le aziende che si occupano anche marginalmente del rapporto con l’ambiente circostante alla loro realtà e con la gestione dei rifiuti.
In tal modo si evitano procedimenti penali a carico del Legale Rappresentante dell’azienda nonché pesanti sanzioni economiche.

Tali obblighi devono tuttavia essere visti come opportunità di innovazione e miglioramento della realtà aziendale, e non come un mero obbligo normativo.

Gli obblighi in materia ambientale sono dettati dalla struttura del D.Lgs 152/06, articolata in Parti e capi:

  • PARTE PRIMA: Disposizioni comuni e principi generali;
  • PARTE SECONDA: Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione
    d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (AIA);
  • PARTE TERZA: Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche;
  • PARTE QUARTA: Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati;
  • PARTE QUINTA: Norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera;
    Allegati delle distinte parti.

AUTORIZZAZIONE IN VIA GENERALE

L‘Autorizzazione in Via Generale (AVG) è il provvedimento istituito dal D.P.R. 13 marzo 2013 n. 59 per la semplificazione degli adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie Imprese e sugli impianti non soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale, a norma dell’art. 23 D.L. 9 febbraio 2012 n. 5, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 aprile 2012 n. 35.
Possono aderire a questa procedura unicamente gli stabilimenti in cui sono esercitate esclusivamente le attività elencate alla parte II dell’Allegato IV alla parte quinta del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152.

L’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, di cui alla parte V del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i., è la Provincia.

La costruzione o il trasferimento di stabilimenti/impianti ove sono svolte attività autorizzate in via generale può essere effettuata solo dopo 45 giorni dalla data di presentazione della domanda di adesione, trascorsi i quali l’azienda può ritenersi autorizzata. La modifica sostanziale di stabilimenti/impianti ove sono svolte attività autorizzate in via generale può essere realizzata solo dopo 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di modifica, trascorsi i quali l’azienda può ritenersi autorizzata.
L’Autorizzazione Generale si applica a chi vi ha aderito, anche se sostituita da successive autorizzazioni generali, per un periodo pari a 15 anni successivi all’adesione. Per il rinnovo, almeno 45 giorni prima della scadenza di tale periodo il gestore presenta una domanda di adesione all’autorizzazione generale vigente, corredata dai documenti ivi descritti.

AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE

L’Autorizzazione Unica Ambientale è il provvedimento rilasciato su istanza di parte che incorpora in un unico atto diverse autorizzazioni ambientali previste dalla normativa di settore (Dlgs 152/2006, L. 447/1995 e Dlgs 99/1992).
Il Dpr 13 marzo 2013, n. 59 individua un nucleo base di sette autorizzazioni/ comunicazioni che possono essere assorbite dall’AUA:

  • autorizzazione agli scarichi di cui al capo II del titolo IV della sezione II della Parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • comunicazione preventiva di cui all’articolo 112 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste; C) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • autorizzazione generale di cui all’articolo 272 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • comunicazione o nulla osta di cui all‘articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
    autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99;
    comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

I termini temporali enunciati nell’Art.4 del DPR 59/2013 sono:
comma 4: compresenza di altri titoli abilitativi oltre a quelli sostituiti da AUA (Esempio: procedimento edilizio e/o Vigili del Fuoco + AUA): procedimento di 90 giorni

  • comma 5: Procedimento Amministrativo multidisciplinare caratterizzato da compresenza di altri titoli abilitativi oltre a quelli sostituiti da AUA e AUA richiesta prevede la matrice Emissioni in atmosfera (Esempio: procedimento edilizio e/o Vigili del Fuoco + A.U.A. con Emissioni in Atmosfera.): procedimento di 120 giorni, prorogabili a 150 se richieste integrazioni documentali
  • comma 7: assenza di ulteriori titoli abilitativi, che vengono recepiti in quanto già approvati.
    I termini temporali per modifica non sostanziale o voltura, enunciati nell’Art.6 del DPR 59/2013 sono:
  • comma 1: entro i primi 30 giorni l’Autorità competente valuta la sostanzialità della modifica. Se la ritiene sostanziale ordina al Titolare dell’AUA di presentare una nuova richiesta. Qualora l’Autorità competente non si esprima entro complessivi 60 giorni, il Titolare dell’AUA vigente può procedere all’esecuzione della modifica.

La durata dell’AUA è di quindici anni, deve essere presentata al SUAP. In caso di rinnovo, la stessa procedura deve essere richiesta sei mesi prima della scadenza. Quando bisogna apportare una modifica sostanziale, individuata quale modifica che possa produrre «effetti negativi e significativi sull’ambiente» (art. 2, comma 1, lett. g, d.p.r. n. 59/2013), si deve adottare la procedura ordinaria. Qualora si tratti di modifica non sostanziale (l’autorità competente può sindacare, e ribaltare, la valutazione del gestore sul punto), è invece sufficiente una comunicazione del titolare all’autorità competente che provvede, eventualmente, all’aggiornamento dell’autorizzazione. L’aggiornamento, in questo caso, non incide sul termine di scadenza dell’autorizzazione (art. 6, d.p.r. n. 59/2013).
La voltura del nominativo del Titolare dell’AUA rientra nei termini procedimentali della modifica non sostanziale.

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) é il provvedimento che autorizza l’esercizio di una installazione a determinate condizioni che garantiscono la conformità ai requisiti IPPC (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) di cui al Titolo III-bis alla Parte seconda del D.Lgs.152/06, relativa alle emissioni industriali, e alle prestazioni ambientali associate alle Migliori Tecniche Disponibili (BAT).
La durata dell’AIA (dal rilascio dell’autorizzazione o dall’ultimo riesame) è di norma di 10 anni, salvo le seguenti eccezioni:

  • l’azienda è in possesso di certificazione UNI EN ISO 14001: 12 anni;
  • l’azienda è certificata EMAS: 16 anni.

L’autorizzazione integrata ambientale è prevista per le attività riportate nell’allegato VIII alla parte seconda del D.L.vo n. 152/2006 e per le attività accessorie svolte anche da gestori diversi da quelli che esercitano l’attività principale.
Non rientrano nel titolo III-bis della parte seconda del D.L.vo n. 152/2006 e, quindi, sono sempre esclusi dall’ambito di applicazione dell’AIA, le installazioni, gli impianti o le parti di impianti utilizzati per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti e processi come viene stabilito dal punto A dell’inquadramento generale dell’allegato VIII.
In base a quanto previsto dal comma 13 dell’art. 6 del D.L.vo n. 152/2006, l’AIA è necessaria per:
a) le installazioni che svolgono attività di cui all’Allegato VIII alla Parte Seconda;
b) le modifiche sostanziali degli impianti (leggasi installazioni, ndr) di cui alla lettera a).
Il comma 1 dell’art. 29-ter specifica meglio quanto già stabilito dal comma 13 dell’art. 6, stabilendo che l’AIA è necessaria per:
l’ adeguamento del funzionamento degli impianti delle installazioni esistenti” alle disposizioni del decreto;
la modifica sostanziale degli impianti delle “installazioni esistenti”;
l’esercizio delle “nuove installazioni di nuovi impianti“.

L’autorizzazione integrata ambientale sostituisce ad ogni effetto le autorizzazioni elencate nell’Allegato IX alla Parte seconda del D.Lgs.152/2006 e riportate nel seguito:

  • Autorizzazione alle emissioni in atmosfera, fermi restando i profili concernenti aspetti sanitari (Titolo I della Parte quinta del D.Lgs.152/2006);
  • Autorizzazione allo scarico (Capo II del Titolo IV alla Parte terza del D.Lgs.152/2006);
  • Autorizzazione unica per gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti (articoli 208 e 210 del D.Lgs.152/2006);
  • Autorizzazione allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT (art.7 D.Lgs.209/1999);
  • Autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura (art.9 D.Lgs.99/1992);
  • Autorizzazione allo scarico rilasciata dal Magistrato alle Acque di Venezia, limitatamente alle condizioni di esercizio degli scarichi idrici e alle modalità di controllo di tali condizioni (decreto-legge 29 marzo 1995, n. 96, convertito con modificazioni nella legge 31 maggio 1995, n. 206, articolo 2, comma 2).

Corretta Gestione dei rifiuti significa tutela dell’ambiente, ma anche dell’incolumità e della salute dei lavoratori durante l’attività lavorativa giornaliera.
La normativa in vigore in Italia in materia ambientale è il Testo Unico Ambientale D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. 
La Parte IV di tale decreto disciplina le Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, definendo il glossario riferito a tale campo di applicazione, le competenze, le responsabilità, gli obblighi e le sanzioni e le procedure di corretta gestione dei rifiuti. Gli adempimenti sono di natura documentale (registro, FIR, MUD) e pratica (caratterizzazione e classificazione dei rifiuti, deposito temporaneo, implementazione di tecniche di gestione del rifiuto). Il D.Lgs. 116/2020 ha introdotto diverse importanti novità per i produttori di rifiuti, tra cui le metodologie di classificazione degli stessi.

Gruppo Ingegneria si propone come unico e competente interlocutore con cui un’azienda può collaborare per l’adeguamento e la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti attraverso
controllo dell’attuale sistema di gestione aziendale
– eventuale adeguamento alla normativa vigente
– perseguimento di obiettivi di qualità
– supporto all’organizzazione ed alla scelta dei fornitori di trasporto e smaltimento dei rifiuti
assistenza continuativa in materia di gestione rifiuti.

A cosa serve
In virtù del principio di corresponsabilità in materia di gestione rifiuti, che prevede la responsabilità durante lo svolgimento delle proprie operazioni di competenze, ma anche di controllo sulle operazioni di competenza di chi opera a valle o a monte nella filiera del rifiuto, tutte le figure che intervengono nella filiera dei rifiuti – produttore/detentore, intermediario, trasportatore, destinatario – devono adeguarsi al Testo Unico Ambientale (Parte IV), vigilando ciascuna sugli adempimenti dell’altra, informando e formando il proprio personale in tale direzione.

Perché è necessario
Una gestione non corretta dei rifiuti prodotti nella propria azienda, anche se in buona fede, espone a pene fino a 2 anni di reclusione e ammende fino a €52.000 con aggravanti pesanti in caso di coinvolgimento in attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
Gruppo Ingegneria è in grado di supportare l’azienda ad adempiere ad ogni obbligo di legge, ad esempio sulle seguenti attività:

  • attribuzione codici CER (rifiuti pericolosi, non pericolosi, codici specchio, codice 99), produzione schede di caratterizzazione;
    gestione delle attività di raccolta, convogliamento e movimentazione dei rifiuti;
  • formazione dei dipendenti;
  • progettazione e gestione deposito temporaneo (ubicazione, struttura, cartellonistica, sicurezza);
  • gestione aree e tecniche di carico e scarico;
  • gestione apposita documentazione (FIR, MUD, registro carico e scarico, iscrizione RAEE, FGas, PILE, CONAI);
  • analisi TARI – verifica delle superficie assoggettabili e possibile privatizzazione del servizio di smaltimento;
  • ottimizzazione del servizio di trasporto e smaltimento dei rifiuti.
    L’obiettivo ultimo del servizio che Gruppo Ingegneria offre è l’implementazione di un sistema di gestione dei rifiuti conforme e aggiornato ai requisiti di legge, che sia correttamente integrato agli altri sistemi di gestione aziendale (es. Sicurezza, privacy e ambiente).
Cos’è
Lo standard ISO 9001 è un riferimento internazionale per la gestione delle attività aziendali.
Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI EN ISO 9001:2015, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito. Solamente Enti Certificatori accreditati possono eseguire verifiche ispettive a seguito delle quali possono rilasciare il certificato.

A cosa serve
Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri processi in azienda.
Aiuta a migliorare l’organizzazione dell’azienda.
Permette una mappatura globale dei rischi aziendali, per poterli prevenire.
Aiuta a stabilire, mantenere e migliorare il know-how aziendale, con particolare riguardo ad adempimenti normativi, procedure operative ed interconnessione tra reparti.
Aiuta a monitorare, gestire e contenere le non conformità dovute sia a fattori interni che a fattori esterni come i fornitori.
Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 50% (art.93, D.lgs 50/2016) non cumulabile con la riduzione per PMI.
È necessaria per ottenere la qualificazione SOA con classifica superiore alla II.
E’ una tra le certificazioni maggiormente richieste per rientrare tra i fornitori affidabili di molte multinazionali.

La metodologia
Dal punto di vista operativo, è necessario individuare almeno un referente aziendale che si relazioni con i tecnici di Gruppo Ingegneria Società Benefit e successivamente anche con l’Ente Certificatore.
È previsto un incontro di apertura con il/i referenti aziendali per individuare il gruppo di lavoro e per condividere la visione aziendale ed i principi etici a cui ci si intende uniformare.

Tutta l’attività viene svolta preferibilmente presso la Sede del Cliente. Si ha un monitoraggio costante al fine di garantire l’efficacia del sistema di gestione impostato. Vi è la possibilità di impostare il Programma di audit in modo che possano essere coinvolti anche i fornitori strategici, e di assistenza durante la visita ispettiva dell’ente o di clienti.
La documentazione viene impostata in modo tale che sia inerente alle attività aziendali e che sia utile all’azienda a livello operativo.

La formazione effettuata da Gruppo Ingegneria Gestionale viene svolta presso le sedi del cliente. È possibile però effettuare anche formazioni a distanza, mediante video-corsi da noi preregistrati o in videochiamata, per tutto il personale non facilmente reperibile.
A differenza dei corsi interaziendali, quelli proposti da Gruppo Ingegneria Gestionale sono incentrati, nello specifico, sul corretto uso della documentazione associata al sistema di gestione e sulle buone prassi lavorative in merito allo standard ISO. Tale formazione prevede sessioni di affiancamento durante l’attività di gestione del Sistema.

ISO 14001

Cos’è
Lo standard ISO 14001 è un riferimento internazionale per la gestione delle attività aziendali in rapporto ai relativi impatti ambientali.
Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI EN ISO 14001:2015, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito. La certificazione è un atto volontario.
Solamente Enti Certificatori accreditati possono eseguire verifiche ispettive a seguito delle quali possono poi rilasciare il certificato.

A cosa serve
Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri processi in azienda, permettendo di fissare e trasmettere facilmente il proprio know-how, specialmente riguardo le procedure riguardanti aspetti ambientali e di sicurezza.
Aiuta a monitorare e gestire i diversi adempimenti in materia di normative ambientali che l’azienda deve rispettare.
Aiuta a dare all’azienda l’immagine di una realtà molto più attenta alle tematiche ambientali, e a comunicare internamente ed esternamente i propri impegni e risultati;
Permette una mappatura dei vari impatti ambientali.
Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 20% (art.93, D.lgs 50/2016).
Garantisce la riduzione del 40% della garanzia per le attività di bonifica dell’amianto (Art. 212 c. 11 D.Lgs. 152/2006)
E’ una tra le certificazioni maggiormente richieste per rientrare tra i fornitori affidabili di molte multinazionali.

ISO 45001

Cos’è
Lo standard ISO 45001 è un riferimento internazionale per la gestione dei rischi per salute e sicurezza legati a tutte le attività aziendali.
Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI ISO 45001:2018, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito.
Solamente Enti Certificatori accreditati possono eseguire verifiche ispettive a seguito delle quali possono rilasciare il certificato. Per le giornate di certificazione vera e propria, occorre un accordo con un Ente accreditato.

A cosa serve
Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri adempimenti e procedure in materia di normative sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.
Aiuta a dare all’azienda un’immagine di una realtà molto più attenta alle problematiche sulla sicurezza sul lavoro;
Permette una mappatura ed una più attenta gestione dei vari rischi presenti sul luogo di lavoro;
Contribuisce ad aumentare il punteggio in alcuni bandi di gara pubblici
Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 50% (art.93, D.lgs 50/2016) non cumulabile con la riduzione per PMI;
E’ una tra le certificazioni maggiormente richieste per rientrare tra i fornitori affidabili di molte multinazionali.
Garantisce l’ottenimento della riduzione del premio assicurativo Inail (OT23).

ELABORAZIONE DOCUMENTAZIONE, FORMAZIONE E VERIFICA DELL’APPLICAZIONE

Per fornire l’azienda della documentazione inerente il Sistema di Gestione in corso di applicazione, dopo aver definito gli obiettivi ed il campo di applicazione del sistema, occorre preparare la documentazione necessaria e provvedere alla successiva implementazione e formazione per il suo utilizzo a tutto il personale, insieme ad informare i dipendenti sulla certificazione dell’azienda.

Di seguito i documenti che vengono solitamente preparati

  • Organigramma Aziendale
  • Mansionario azienda lePolitica del sistema integrato
  • Manuale integrato, contenente le seguenti procedure e informazioni documentate, con relativi allegati
    Procedura gestione della documentazione
    Analisi del contesto
    Procedura gestione Verifiche ispettive interne
    Procedura riesame direzione
    Procedura gestione personale
    Procedura gestione fornitori
    Procedura gestione Non conformità
    Procedura gestione produzione (UNI EN ISO 9001)
    Procedura gestione strumentazione e macchine (UNI EN ISO 9001)
    Procedura progettazione e sviluppo (UNI EN ISO 9001)
    Procedura Commerciale con allegati (UNI EN ISO 9001)
    Procedura gestione emissioni e scarichi (UNI EN ISO 14001)
    Procedura gestione rifiuti (UNI EN ISO 14001)
    Procedura gestione consumi energetici (UNI EN ISO 14001)
    Procedura gestione controlli ambientali (UNI EN ISO 14001)
    Procedura emergenze ambientali (UNI EN ISO 14001)
    Procedura controlli dispositivi antincendio e primo soccorso (UNI ISO 45001)
    Procedura gestione DPI (UNI ISO 45001)
    Procedura monitoraggio sicurezza (UNI ISO 45001)
    Procedura emergenze (UNI ISO 45001)
    Procedura consultazione lavoratori (UNI ISO 45001)
    Altre procedure o istruzioni pratiche che possono essere individuare necessarie durante l’analisi del contesto
    Formazione sistema di gestione

Insieme alla direzione aziendale e ai responsabili dei reparti, si provvede all’aggiornamento delle registrazioni da eseguire annualmente in sede di preparazione all’audit dell’ente (modulistica di supporto come Registro Non Conformità, Piano Formativo, Valutazione fornitori ecc., prova Emergenza ambientale, riesame della direzione, …).

Inoltre include la verifica interna da parte di Gruppo Ingegneria sul Sistema di Gestione, al fine di verificarne la coerenza della documentazione con le effettive procedure attuate, e per evidenziare eventuali mancanze, seguendo la stessa procedura seguita dal Certificatore (audit interno).

AUDIT DI CERTIFICAZIONE
L’ente di certificazione può predisporre annualmente una o più giornate di audit denominati “di terza parte”, a lui utili per rilasciare, rinnovare o confermare gli attestati.
Il servizio di Gruppo Ingegneria comprende:
.. assistenza durante audit di certificazione gestione rilievi audit ente di Certificazione.
Alcune giornate di audit saranno svolte come sopralluogo sul campo delle attività operative.
Durante tali giornate di audit Gruppo Ingegneria garantisce la presenza dei suoi tecnici specializzati in sistemi di gestione per supportare l’azienda nel rispondere a tutte le domande in materia ambiente, rifiuti, qualità e sicurezza.

Cos’è
Lo standard ISO 14064-1:2019 permette alle organizzazioni di quantificare le proprie emissioni di GHG al fine di attuare delle politiche di Carbon Management e comunicare il proprio impegno in tema di sostenibilità ambientale ai propri stakeholder.
La valutazione dell’impronta climatica” o “impronta di carbonio” è un indicatore ambientale che misura l’impatto delle attività e dei processi di una organizzazione sul clima globale.

Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI EN ISO 14064-1:2019, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito. La certificazione è un atto volontario. Solamente Enti Certificatori accreditati possono eseguire verifiche ispettive a seguito delle quali possono poi rilasciare il certificato.

A cosa serve

  • Gestione efficace delle emissioni: L’azienda sarà in grado di identificare, quantificare e gestire in modo accurato le proprie emissioni di gas a effetto serra. Ciò permette di monitorare l’impatto ambientale dell’azienda e prendere misure per ridurre le emissioni.
  • Responsabilità sociale: La certificazione dimostra l’impegno dell’azienda nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, contribuendo così alla lotta contro il cambiamento climatico. Ciò può migliorare la reputazione e l’immagine aziendale.
  • Conformità normativa: La certificazione ISO 14064-1:2019 aiuta l’azienda a conformarsi alle normative ambientali in materia di emissioni di gas a effetto serra. Ciò riduce il rischio di sanzioni e multe da parte delle autorità competenti.
  • Vantaggio competitivo: Essere certificati ISO 14064-1:2019 può fornire un vantaggio competitivo all’azienda. Molte organizzazioni e clienti sono sempre più interessati a collaborare con aziende che dimostrano un’impegno ambientale e la gestione delle emissioni di gas a effetto serra può essere un fattore determinante nella scelta dei partner commerciali.
  • Risparmio energetico: Attraverso la certificazione, l’azienda può identificare opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica e adottare misure per ridurre i consumi. Ciò può portare a un risparmio significativo delle risorse e dei costi energetici.
  • Riduzione dei costi operativi: La gestione delle emissioni di gas a effetto serra può portare a una riduzione dei costi operativi attraverso l’ottimizzazione dei processi, l’identificazione di sprechi e l’implementazione di pratiche sostenibili.
  • Miglioramento della reputazione: La gestione efficace delle emissioni di gas a effetto serra può migliorare la reputazione dell’azienda agli occhi degli investitori, dei clienti e della comunità. Un’impronta ambientale ridotta può aumentare la fiducia nelle pratiche commerciali dell’azienda.
  • Accesso a nuovi mercati: Alcuni mercati, come quelli legati alle energie rinnovabili o alle soluzioni a basso impatto ambientale, richiedono la conformità alle norme ambientali. La certificazione ISO 14064-1:2019 può aprire le porte a nuove opportunità di business in questi settori.
  • Sostenibilità a lungo termine: La certificazione promuove una gestione delle emissioni di gas a effetto serra basata su obiettivi a lungo termine. Ciò consente all’azienda di adottare una visione sostenibile, integrando la gestione delle emissioni nel suo piano strategico complessivo e preparandosi per un futuro in cui la sostenibilità diventa sempre più importante.

ELABORAZIONE DOCUMENTAZIONE, RACCOLTA DATI, CALCOLI, RENDICONTAZIONE E VERIFICA

  • Raccolta dei dati: definito il perimetro dell’analisi, è necessario raccogliere i dati pertinenti relativi alle emissioni di gas serra dell’azienda individuando tutte le sorgenti (consumi energetici, acquisti, processi industriali, trasporti, fine vita prodotto, gestione rifiuti. Dovranno essere garantite pertinenza, completezza, coerenza, accuratezza, trasparenza dei dati raccolti.
  • Calcolo delle emissioni: applicazione di metodologie e fattori di emissione appropriati per convertire i dati raccolti in emissioni di gas serra, come anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC), esafluoruro di zolfo (SF6).
  • Rendicontazione: preparazione del rapporto di rendicontazione dei gas serra, documento che include una descrizione delle metodologie utilizzate, i risultati dei calcoli, i trend temporali delle emissioni e altre informazioni rilevanti.
  • Comunicazione e divulgazione: comunicazione divulgazione dei risultati della rendicontazione dei gas serra tramite i canali di comunicazione scelti dall’azienda, come il sito web aziendale o le relazioni annuali.

PREPARAZIONE PER LA VISITA ISPETTIVA DELL’ENTE DI CERTIFICAZIONE ED IL MANTENIMENTO DELLA CERTIFICAZIONE

Per la preparazione alla visita ispettiva annuale, si prevede l’aggiornamento, insieme alla direzione aziendale e ai responsabili dei reparti, delle registrazioni relative alla rendicontazione da eseguire annualmente in sede di preparazione all’audit dell’ente.
Inoltre include la verifica interna da parte di Gruppo Ingegneria sull’applicazione delle metodologie e dei fattori di emissione appropriati per convertire i dati raccolti in emissioni di gas serra ed elaborare il documento di rendicontazione

VISITA ISPETTIVA DELL’ENTE DI CERTIFICAZIONE, PRIMO ANNO

L’ente di certificazione può predisporre annualmente una o più giornate di audit denominati “di terza parte”, a lui utili per rilasciare, rinnovare o confermare gli attestati.
Il servizio di Gruppo Ingegneria comprende:

  • Assistenza durante audit di certificazione
  • gestione rilievi audit ente di Certificazione

Durante le giornate di audit Gruppo Ingegneria garantisce la presenza dei suoi tecnici specializzati per supportare l’azienda nel rispondere a tutte le domande in materia di rendicontazione di gas serra.

Cos’è
HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è l’applicazione di un sistema di autocontrollo igienico-sanitario che gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) sono obbligati ad applicare per legge.

Questo sistema serve ad evitare il presentarsi di problemi igienici e/o sanitari, durante le fasi di produzione, manipolazione e vendita degli alimenti.
L’implementazione di un sistema HACCP viene certificato redigendo uno specifico Manuale che racchiude tutte le azioni e le verifiche necessarie per gestire correttamente le varie fasi dell’attività di cui si sta pianificando la procedurizzazione pratica dell’autocontrollo.

A cosa serve
Le Normative di riferimento sono principalmente i Regolamenti CE 178/2002 e CE 852/2004 per ultimo vi è la delibera della Giunta Regionale N. 311 del 2019
L’obbligo della redazione del Manuale HACCP sussiste per tutte le realtà che si occupano di almeno una tra queste attività: preparazione, produzione, confezionamento, commercio, trasporto, deposito, distribuzione, stoccaggio, somministrazione e vendita di alimenti e bevande.

Cos’è
Lo standard ISO 27001 è un riferimento internazionale per la gestione delle attività aziendali, indipendentemente dal tipo di attività e dal servizio fornito.
Qualsiasi realtà aziendale può certificarsi UNI EN ISO 27001:2017, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/servizio fornito.
Solamente Enti Certificati possono eseguire verifiche ispettive che possono poi rilasciare il certificato.

A cosa serve

  • Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri processi in azienda.

  • Aiuta a dare all’azienda un’immagine di una realtà molto più attenta alle problematiche sulla sicurezza dei dati personali e sensibili.

  • Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 30% (art.93, D.lgs 50/2016) non cumulabile con altre riduzioni.

  • Aiuta a monitorare e gestire i diversi adempimenti in materia di normative sulla protezione dei dati, che se non correttamente gestiti possono avere conseguenze civili e penali.

Cos’è
Lo scopo della SA8000 è quello di fornire uno standard volontario e verificabile per valorizzare e tutelare tutto il personale ricadente nella sfera di controllo e influenza di un’organizzazione, che realizza per essa prodotti o servizi, includendo il personale impiegato dall’organizzazione stessa e dai suoi fornitori, subappaltatori, sub-fornitori ed i lavoratori a domicilio, seguendo i principi metodologici del miglioramento continuo e di partecipazione e coinvolgimento del personale.

È certificabile per tutte le imprese, ad eccezione di specifici settori incompatibili (ad esempio, gioco d’azzardo, produzione e commercio di armi, etc.).

La certificazione può essere rilasciata solo per ogni specifico luogo di lavoro.

I requisiti da seguire e nei confronti dei quali si monitorano le performance aziendali riguardano:

Lavoro Infantile

Lavoro Forzato o Obbligato

Salute e Sicurezza

Libertà di Associazione e Diritto alla Contrattazione Collettiva

Discriminazione

Pratiche Disciplinari

Orario di Lavoro

Retribuzione

A cosa serve

Serve per fornire all’azienda un sistema efficace di monitoraggio e di gestione dei propri processi di gestione del personale, e ad avere un’allerta precoce di rischi e pericoli.

Aiuta a dare all’azienda un’immagine di una realtà molto più attenta alle problematiche sul rispetto del lavoro.

Migliora la consapevolezza dell’azienda nei rapporti con il personale, riducendo assenteismo, turnover, controversie sindacali.

Aiuta a monitorare e gestire i diversi adempimenti in materia di normative sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.

Aiuta ad ottenere punteggio per la riduzione del premio Inail assicurativo (OT23) e a migliorare il proprio rating di legalità.

Garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare per servizi o forniture indette dalla pubblica amministrazione del 30% (art.93, D.lgs 50/2016).

 

Cos’è
Il D.Lgs. 231/01 estende la responsabilità penale a carico delle società. Il Modello 231 (anche chiamato MOG) è un insieme di procedure che servono a proteggere le società da accuse penali.

A cosa serve

  • Il Modello 231 serve per ridurre il rischio di sanzioni penali a carico delle aziende, serve quindi a evitare il rischio di multe pecuniarie, anche di milioni di euro, e il rischio di interdizione;
  • Il Modello 231, in caso di contestazioni, è valutato ai fini della riduzione delle sanzioni;
  • Il Modello 231 aumenta l’affidabilità finanziaria delle aziende, quindi serve a migliorare il rapporto con le banche;
  • Il Modello 231 garantisce una riduzione nel costo dell’importo di garanzia per la partecipazioni a bandi o gare indette dalla pubblica amministrazione del 30% (art. 93, d.lgs 50/2016);
  • Il Modello 231 aiuta a migliorare l’organizzazione dell’azienda;
  • Il Modello 231 è anche una mappatura dei rischi aziendali, per poterli prevenire;
  • Il Modello 231 tutela l’investimento dei soci e degli eventuali azionisti;
  • Il Modello 231 crea un vantaggio competitivo, di immagine e in termini di Rating di Legalità, basato su una politica aziendale di integrità e trasparenza;
  • Il Modello 231 riduce i costi delle assicurazioni e dell’Inail;
  • Il Modello 231 chiarisce responsabilità e deleghe dei lavoratori;
  • Il Modello 231 agevola l’attività di controllo del Collegio Sindacale/Revisore;
  • Il Modello 231 facilita l’ottenimento di agevolazioni.

Cos’è
La sicurezza antincendio persegue l’intento di garantire un livello adeguato di protezione determinato univocamente per l’intero territorio nazionale. A tal fine è stato individuato, con l’allegato I al D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, che ha sostituito il DM 16 febbraio 1982, un elenco di 80 attività (denominate “attività soggette”), considerate a maggior rischio d’incendio, che sono sottoposte a controllo dei Vigili del Fuoco.

I responsabili (enti e privati) delle “attività soggette” sono tenuti a rispettare vari adempimenti procedurali che vengono di seguito descritti.

Il D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, riguardante il regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi è entrato in vigore il 7 ottobre 2011. Il regolamento opera una sostanziale semplificazione e tiene conto dell’introduzione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, art. 19 della Legge 7/8/1990 n. 241 come sostituito con art. 49 co. 4 bis del D.L. 31/5/2010 n. 78 convertito in Legge 30/ 7/2010 n. 122) sui procedimenti di competenza dei Vigili del Fuoco, nonché di quanto previsto dal regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive (S.U.A.P.), di cui al D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160. Tiene inoltre conto di quanto stabilito dal D.Lgs n. 139/2006, art.16 co. 1.

Il nuovo regolamento individua 3 categorie con una differenziazione degli adempimenti procedurali:

  • Categoria A: attività dotate di ‘regola tecnica’ di riferimento e contraddistinte da un limitato livello di complessità, legato alla consistenza dell’attività, all’affollamento ed ai quantitativi di materiale presente;
  • Categoria B: attività presenti nella categoria A, quanto a tipologia, ma caratterizzate da un maggiore livello di complessità, nonché le attività sprovviste di una specifica regolamentazione tecnica di riferimento, ma comunque con un livello di complessità inferiore al parametro assunto per la categoria ‘superiore’;
  • Categoria C: attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della ‘regola tecnica’.

Se l’attività risulta soggetta ai controlli di Prevenzione Incendi (cioè rientra tra le 80 attività individuate nell’Allegato I del DPR 151/2011) si rendono necessari le seguenti procedure e adempimenti normativi, in funzione della categoria di appartenenza sulla base di quanto indicato nell’allegato : A, B o C, a seconda della quale varia la procedura di adeguamento antincendio.

cat.A
Presentazione al Comando Provinciale dei VVF della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
Il Comando, entro 60 giorni dal ricevimento dell’istanza effettua controlli a campione.

cat.B
Presentazione al Comando Provinciale dei VVF di un Progetto di adeguamento Antincendio e conseguente richiesta del Parere di Conformità. Il Comando rilascia il parere entro 60 giorni dalla data di presentazione della documentazione completa.

Con il parere favorevole l’opera può essere realizzata (o l’attività avviata) e, terminati i lavori, si presenta la SCIA. Il Comando entro 60 giorni dal ricevimento dell’istanza effettua controlli a campione, nel qual caso si può richiedere il rilascio del Verbale tecnico di sopralluogo.

cat.C
L’iter è lo stesso previsto per le attività di tipo B.
Dopo la presentazione della SCIA, il Comando ha 60 giorni per effettuare controlli obbligatori.

Entro 15 giorni dalla data di effettuazione delle visite tecniche, in caso di esito positivo, il Comando rilascia il Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.)

Indipendentemente dalla categoria di appartenenza (A, B, C), il titolo abilitativo (SCIA o CPI) deve essere rinnovato ogni 5 anni.

A cosa serve
Il DM 12/04/2019 prevede che il Codice di prevenzione incendi si applichi alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio delle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (cioè tutte le attività elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011) e prive di una Regola Tecnica Verticale, ossia per le attività definite “soggette e non normate” (42 su 80 attività). Sono soggette all’obbligo anche alcune delle attività normate da RTV, tra cui: gli alberghi (tranne le strutture turistico ricettive all’aria aperta e i rifugi alpini), le scuole (tranne gli asili nido) e gli edifici tutelati ai sensi del Codice dei Beni ambientali e del paesaggio (D.Lgs 42/2004) aperti al pubblico e destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre.

Inoltre il Codice di prevenzione incendi diventa obbligatorio per le nuove attività e per la modifica o l’ampliamento delle attività esistenti.

Cos’è
Legal Control è un servizio di check-up legale reso alle aziende. Nello specifico, aiutiamo le aziende su:

  • Lavoro _ Miglioramento dei contratti con clienti e fornitori e lavoratori e agenti, per avere contratti più forti in caso di controversie. Relazioni industriali. Licenziamenti collettivi e individuali. Mobbing. Permessi di soggiorno, cittadinanza, pari opportunità, diritti della disabilità, Welfare e benessere aziendale.
  • Valutazione di aziende e di asset, due diligence, M&A, valutazione di rami aziendali, piani industriali e di risanamento ex art. 67 L.F., supporto legale su fallimenti, fallimento in estensione. Codice crisi d’impresa.
  • Societario _ statuto, patti parasociali, nuove costituzioni, fusioni, scissioni e cessioni, start up e PMI innovative, BCorp, società benefit SB, reati societari. Passaggio generazionale. Quotazione in borsa. Bilancio sociale e Reputazione. Environmental Social Governance ESG. Report di sostenibilità. Rapporti soci e amministratori.
  • Penale societario _ Tutela penale della società e dell’imprenditore.
  • Analisi dei rischi aziendali e analisi dei contratti assicurativi. Assistenza su fondi pensione e mutue.
  • Proprietà intellettuale, brevetti, marchi, disegni industriali, copyright. Agevolazioni fiscali sulle royalties.
  • Internazionalizzazione, sedi estere, aspetti legali e-commerce, condizioni di vendita, dogane, prodotti non conformi.
  • Contenziosi ordinari civili, penali, amministrativi e tributari.
  • Supporto legale nei rapporti con enti pubblici.
  • Recupero crediti.
  • 231 e codice etico, Regolamenti aziendali. Whistleblowing, 37001.
  • Privacy e diritto delle nuove tecnologie, cyber security, privacy e trattamento dati, Iso27001, Tisax.
  • Aspetti legali e penali di sicurezza, ambiente, rifiuti.
  • Whitelist antimafia, Rating legalità.
  • Rapporti con le Banche _ assistenza su accesso al credito e gestione della liquidità. Anatocismo bancario.
  • Ingegneria forense _ Perizie giurate e pareri tecnici stragiudiziali, consulenze di parte (CTP) e di ufficio (CTU) nei procedimenti giudiziari civili e penali
  • Aspetti legali delle agevolazioni, ad esempio il de minimis.
  • Docenze in ambito legale.

A cosa serve
Evitare problemi legali futuri che possano esporre le aziende a controversie, attraverso un’azione preventiva di analisi e controllo generale dei documenti aziendali e delle prassi di gestione, oltre che di assistenza nella gestione dei progetti e dei finanziamenti. Vuol essere la risposta utile e pratica a tutte le domande che le aziende si pongono sulle problematiche di carattere tecnico-legale.

Cos’è
La protezione della proprietà intellettuale concerne “un complesso di azioni regolate da leggi rivolte a garantire la paternità ed i diritti di sfruttamento delle creazioni dell’intelletto umano”. Il termine intellettuale fa riferimento a tutte quelle creazioni e idee provenienti dall’intelletto, che sono per sua natura intangibili. Mentre il termine “proprietà” indica che può essere venduta o ceduta ad un altro soggetto proprio come qualsiasi altra proprietà.

Le privative industriali sono quegli strumenti che la legge mette a disposizione per la tutela della “proprietà intellettuale” permettendo di sfruttare a pieno sul mercato le nostre idee. All interno della proprietà intellettuale possiamo distinguere:

Vantaggi

.. curriculum aziendale e quindi immagine positiva dell’azienda
.. valore dell’azienda cioè stato patrimoniale più alto
.. acquisizione di una solida posizione di mercato
.. profitti più alti o utili sugli investimenti
.. profitti supplementari derivanti dalla concessione di licenze d’uso o all’assegnazione del brevetto
.. accesso alla tecnologia mediante licenze incrociate
.. accesso a nuovi mercati
.. fare nuove alleanze commerciali
.. maggiori possibilità di ottenere contributi finanziari dai soggetti intermediari a fronte della titolarità di un asset intangibile
.. agevolazioni esempio Brevetti+ Marchi+ Disegni+ PatentBox
.. agevolazioni fiscali per le royalties con riduzione irpef per le persone fisiche e ires e irap per le società.

Un buon portafoglio proprietà intellettuale può essere percepito dai partner commerciali, dagli investitori, dagli azionisti e dai clienti come una dimostrazione dell’alto livello di qualità, specializzazione e capacità tecnologica dell’azienda.

To Do tecnico per il raggiungimento di questi vantaggi:

.. si procede ad un’analisi della proprietà intellettuale ed alla mappatura degli intangibili per la migliore valorizzazione del proprio portafoglio.

  • Brevetto
    Si tratta di un diritto esclusivo concesso per la protezione di un’invenzione (un prodotto o un procedimento o entrambi). Il titolare del brevetto ha la facoltà esclusiva di attuare l’invenzione e di trarne profitto; in particolare il brevetto conferisce al titolare il diritto esclusivo di impedire a terzi non autorizzati di sfruttare commercialmente la propria invenzione. Il diritto di sfruttare l’invenzione brevettata può essere soggetta a restrizioni per motivi di sicurezza o di salute pubblica. I brevetti sono diritti territoriali, il che significa che producono effetti solo sul territorio in cui sono registrati (articolo 66 del D.lgs. 30/2005, Codice della Proprietà Industriale).

La durata della protezione è di 20 anni a decorrere dalla data di deposito (articolo 60 del CPI).

  • Modello di utilità
    Protegge i nuovi modelli atti a conferire caratteri di novità, miglioramenti a macchine o parti di esse. Si tratta perciò di un miglioramento di un prodotto già esistente ad esempio una parte di un orologio che permette di migliorare alcune prestazioni tecniche. La protezione prevista dalla legge è di 10 anni.
  • Marchio
    Si tratta di un diritto esclusivo sull’uso di un segno in relazione ai prodotti e servizi per i quali è stato registrato. Tale diritto esclusivo consente di norma al suo titolare di impedire ad altri di utilizzare segni identici o simili per prodotti e/o servizi identici o correlati a quelli protetti dal marchio durante la commercializzazione, senza la preventiva autorizzazione del titolare. I marchi sono diritti territoriali, il che significa che producono effetti solo nel territorio in cui sono registrati.

La durata della protezione prevista dalla legge è di 10 anni, rinnovabile.

  • Modello o disegno industriale
    Si tratta di un diritto esclusivo concesso per la protezione dell’aspetto esteriore di tutto o parte di un prodotto derivante dalle caratteristiche e/o dalla decorazione del prodotto. Il titolare di un disegno o modello registrato ha di norma il diritto esclusivo di utilizzarlo e di impedirne l’uso commerciale a terzi senza il preventivo consenso del titolare stesso. I disegni e modelli industriali sono diritti territoriali, il che significa che producono effetti solo nel territorio in cui sono registrati.

La durata massima è di 25 anni, ovvero 5 anni rinnovabile per 5 volte

  • Topografia di un circuito a semiconduttori
    Protegge una serie di disegni che, rappresentano lo schema tridimensionale di cui si compone un circuito a semiconduttori. La durata della protezione è di 10 anni
  • Nuova varietà vegetale
    La protezione prevista per le nuove scoperte nel campo vegetale. La durata della protezione è di 25 anni, elevata a 30 anni per le specie viticole, arboree, per la patata e nel caso di piante a fusto legnoso.
  • Diritto d’autore
    Tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo, compresi i programmi per elaboratore. La durata del diritto è di 70 anni dopo la morte dell’autore. La legge sul diritto d’Autore ed afferma che sono protette, ad esempio, le seguenti opere:
    .. Opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
    .. Opere e le composizioni musicali, con o senza parole;
    .. Opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;
    .. Disegni e le opere dell’architettura;
    .. Opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta;
    .. Banche di dati intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo.
  • Copyright
    Il termine copyright indica quell’insieme di diritti che fanno capo all’autore di un’opera, permettendogli di utilizzare economicamente la propria creazione attraverso la sua riproduzione, distribuzione e diffusione.

In realtà il termine “copyright” dovrebbe essere indicato con riferimento alla legge statunitense che regolamenta, come dice il termine, il diritto di copia su un’opera.

Con il deposito si ottiene il notevole vantaggio di avere una prova certa sulla data di creazione dell’opera.

A cosa serve il brevetto
Il brevetto è il titolo che consente a chi ha realizzato un’invenzione di poterla produrre e commercializzare in esclusiva nello stato in cui il brevetto è stato richiesto.

Assicura un’esclusiva ed impedisce ad altri di copiare il proprio prodotto al fine di ottenere vantaggi e guadagni in un mercato competitivo, rischioso e dinamico.

 

A cosa serve il marchio

La registrazione del marchio europeo garantisce al titolare l’uso esclusivo dello stesso in tutti Stati membri dell’Unione Europea, attuali e futuri, comportando notevoli benefici come:

.. tutela più efficace del valore commerciale di un brand;
.. tutela contro concorrenza e contraffazione;
.. fonte di reddito e accordi commerciali.
.. una registrazione unica è valida in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea;
.. il marchio è valido 10 anni ed è rinnovabile per periodi di 10 anni.