L’incorporazione delle parole e la tokenizzazione
L’incorporazione di parole e la tokenizzazione sono fasi fondamentali dell’elaborazione dei dati testuali per i modelli di apprendimento automatico. La tokenizzazione è il processo di scomposizione del testo in pezzi più piccoli, chiamati token, che possono essere parole o sottoparole. Una volta che il testo è stato tokenizzato, entra in gioco il word embedding per convertire questi token in vettori numerici che possono essere compresi ed elaborati dai computer. Il word embedding è un modo per trasformare le parole in numeri in modo che i computer possano lavorarci.
Come funziona
Immaginiamo di avere un gruppo di parole; possiamo posizionare ogni parola su una mappa in cui le parole simili sono collocate l’una vicino all’altra. Per esempio, su questa mappa, “re” potrebbe essere vicino a “regina” e “gatto” potrebbe essere vicino a “cane”. Questa mappa viene creata osservando come le parole vengono usate insieme nelle frasi. Se le parole appaiono spesso insieme, come “caffè” e “tazza”, saranno vicine sulla mappa. A ogni parola viene assegnato un posto unico sulla mappa, descritto da un elenco di numeri (chiamato vettore). Possiamo quindi usare questi numeri per aiutare i computer a capire il significato delle parole e il loro rapporto reciproco, il che è molto utile per creare chatbot intelligenti o tradurre le lingue. In altre parole, il processo di incorporazione delle parole tiene conto della relazione semantica tra parole diverse. Ad esempio, le parole con significati o usi simili vengono mappate vicine nella mappa (spazio vettoriale).
Il processo di incorporazione
Il processo di incorporazione delle parole è influenzato da diversi fattori, tra cui la finestra di contesto, la dimensionalità e la dimensione del vocabolario, tanto più elevata quanto migliore, ma esistono vincoli di costo computazionale e di memoria. La finestra di contesto è l’intervallo di parole intorno alla parola target che il modello esamina per comprendere il contesto. La dimensionalità si riferisce al numero di elementi del vettore che rappresenta ogni parola. La dimensione del vocabolario, invece, è il numero totale di parole o token unici che il modello imparerà a incorporare. Questi fattori sono fondamentali per progettare e addestrare modelli efficienti in grado di comprendere e generare testi simili a quelli umani.
ChatGPT impara l’embedding delle parole

ChatGPT impara l’embedding delle parole elaborando grandi quantità di testo da varie fonti come libri, social media, siti web e discussioni su Reddit e impara a rappresentare le parole come vettori in base al loro uso contestuale.
ChatGPT utilizza un metodo intelligente di tokenizzazione, che scompone le parole in parti più piccole, proprio come se si trattasse di un grande puzzle. Per esempio, può dividere la parola “banana” in pezzi più piccoli come “ban” e “ana”. In questo modo, ChatGPT è in grado di comprendere meglio il significato delle parole e il modo in cui si relazionano l’una con l’altra, il che a sua volta aiuta a comprendere e a comporre le frasi in modo più efficace. Questo modo intelligente di guardare alle parole aiuta a capire e a creare meglio le frasi.
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