A partire dal Dpcm dello scorso 25 febbraio, ci sono state notevoli semplificazioni allo smart working, nella sua applicazione e comunicazione:

  1. Applicazione del lavoro agile parte dei datori di lavoro anche in assenza dell’accordo individuale;
  2. Comunicazione attraverso la piattaforma informatica, messa a disposizione sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza nessun tipo di allegato;
  3. Scelta degli strumenti di lavoro più semplice, possono essere anche strumenti dello stesso lavoratore;
  4. Comunicazione dell’informativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro messa a disposizione da Inail.

Si attendono indicazioni chiare sulla possibile proroga, dello stato di emergenza e dell’applicazione dei punti sopracitati, fino al 31 dicembre 2020:
Ad oggi, la proroga sullo smart working è stata concessa al 50% del personale della Pubblica Amministrazione in modo da “riorganizzare gli uffici per il distanziamento“. Il governo sta “pensando di inserire una proroga anche per il lavoro privato nel prossimo decreto“.

La proroga per lo smart working

In caso di mancata proroga si tornerà alla modalitàordinaria” di comunicazione e gestione del lavoro agile che prevede la sottoscrizione di accordi individuali con i dipendenti e una comunicazione, attraverso una procedura più complessa, sul portale cliclavoro.gov.it compreso l’invio dell’accordo sottoscritto dal lavoratore.
La mancata comunicazione o un suo ritardo, rispetto al termine di 5 giorni previsto per le variazioni del rapporto di lavoro dall’art. 4-bis del decreto legislativo 181/2000, è prevista una sanzione da 100 a 500 euro per ciascuna comunicazione.

Che cosa deve contenere l’accordo:

  1. Durata dell’accordo (tempo determinato o indeterminato);
  2. Facoltà di recesso e preavviso;
  3. Tipo di attività;
  4. Le modalità di esercizio del potere di controllo da parte del datore di lavoro (nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 4, l. 300/1970);
  5. Tempi di riposo;
  6. Le condotte, connesse all’esecuzione della prestazione esterna, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari;
  7. Misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche.

Promemoria utili per una corretta gestione dello smart working

  1. Giurisprudenza, contrattualistica e rapporti di lavoro (accordo con i lavoratori, orari di lavoro, attrezzature, spostamenti, rimborso spese, buoni pasto, sicurezza sul lavoro, privacy…);
  2. Organizzazione (obiettivi, produttività del lavoratore, procedure di lavoro, indicatori per misurare i risultati…);
  3. Tecnologia e informatica (connessione, cloud, CRM, posta elettronica, collaborazione su documenti, agende e calendari…);

Giulia Beltrami

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