CROWDFUNDING
Il termine Crowdfunding, che letteralmente significa “finanziamento dalla folla”, è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario. Deriva dal concetto di “microfinanza” secondo cui piccole somme, aggregate fra loro, possono fare la differenza. Le piattaforme di crowdfunding sono dei portali in Internet che consentono l’incontro tra chi richiede fondi, i progettisti, e chi è disposto a finanziare idee, sostenitori o investitori. In altre parole, si occupano di abbinare la domanda di denaro dei fundraiser con la relativa offerta di fondi del crowd, la folla di persone che popola il mondo online.
Tipologie di Crowdfunding
Le principali tipologie di crowdfunding possono essere distinte in due aree: Financial crowdfunding e Non-Financial crowdfunding , a seconda della presenza di remunerazione nel progetto. Nella prima rientrano il modello lending based e il modello equity crowdfunding , nella seconda troviamo invece i modelli reward based crowdfunding e donation based crowdfunding.
.. Il modello lending based, che occupa più del 60% del mercato del crowdfunding, si trova nella sfera del ‘micro credito’, da intendersi come credito di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale nei confronti di soggetti vulnerabili dal punto di vista economico e generalmente esclusi dal settore finanziario formale; alla base del lending crowdfunding vi è l’idea etica di porsi come un canale alternativo al credito bancario, erogando somme di denaro, con tassi di interesse inferiori rispetto ai tradizionali finanziamenti.
Di grande aiuto nel processo di valutazione del business è la piattaforma, in quanto fornisce strumenti per comprendere il merito creditizio del richiedente e la bontà del business model.
Un modello alternativo del “crowdlending” è detto invoice trading e consente ad imprese di ogni dimensione di cedere i propri crediti (maggiori di €10.000) a clienti del settore privato per ottenere liquidità in modo rapido.
.. Il modello equity based consiste nella raccolta di capitale on line a fronte di una partecipazione al capitale di rischio. Gli investitori investono somme di denaro in nuove imprese con la sottoscrizione di una quota rappresentativa del capitale sociale, che consente l’acquisizione del diritto di partecipazione agli utili.
Per lo sviluppo di questo settore la più grande limitazione, almeno in Italia, risulta essere la normativa che non offre abbastanza tutela ai finanziatori.
.. Il modello donation based rappresenta le origini del crowdfunding da cui si sono sviluppate le altre tipologie. I partecipanti alle campagne in questo modello sono dei veri e propri donatori che non ricevono alcun beneficio materiale, ma sono attratti dall’iniziativa per una questione di gratificazione personale rispetto alla causa sostenuta. Per questo motivo è utilizzato soprattutto da Onlus e organizzazioni no profit per il sostegno di iniziative di beneficenza e a valenza sociale, ma anche di progetti come eventi culturali o iniziative legate all’ambiente, all’istruzione o all’arte.
.. Il modello reward prevede che il partecipante alla campagna riceva come contropartita un premio o una ricompensa che potrà essere erogata sotto svariate forme come sconti, pre-serie, servizi, gadget etc. e potrà essere materiale come immateriale. Storicamente si è diffuso nel mondo dell’arte, della musica e della cultura ove appassionati sono coinvolti nella sponsorizzazione di eventi specifici (mostre, spettacoli, concerti, pubblicazioni di dischi) a fronte della possibilità di ottenere benefici come biglietti d’ingresso, inediti, prelazioni sulla pubblicazione o menzioni pubbliche relative all’evento. È molto utile per i lanci di nuovi prodotti e/o servizi dove il feedback del cliente è fondamentale e permette di monitorare fin dall’inizio le reazioni dei potenziali clienti e le eventuali modifiche da apportare prima di presentarsi al mercato per intero.
In base alla piattaforma scelta, inoltre, il meccanismo della ricompensa può seguire due modelli:
– All or nothing. L’ideatore riceve i fondi donati solo ed esclusivamente se ha raggiunto l’obiettivo prefissato;
– Keep it all. In questo caso l’ideatore riceve i fondi anche nel caso in cui la campagna di finanziamento non abbia raggiunto l’obiettivo.
Questo modello di crowdfunding si basa sul rapporto di fiducia tra imprenditore e finanziatore, che per primo deve adempiere alle ricompense promesse: le piattaforme non sono responsabili dell’adempimento finale.
Normativa
Dal punto di vista normativo,Il Regolamento Europeo per i servizi di crowdfunding, entrato in vigore il 10 novembre 2023, sostituisce la normativa italiana permettendo di operare secondo un quadro normativo unificato in tutta Europa. E’ stato pensato con lo scopo di armonizzare e regolamentare il crowdfunding a livello europeo, fornendo norme comuni per tutte le piattaforme. Il regolamento, definito European Crowdfunding Service Providers (ECSP), si applica sia all’equity che al lending crowdfunding e sostituisce la legge italiana in materia.
La creazione di una licenza europea per le piattaforme di crowdfunding, consente di operare a livello transfrontaliero. Ciò significa che le piattaforme che ottengono l’approvazione da parte della loro autorità nazionale di vigilanza (nel caso dell’Italia Consob), possono offrire servizi in tutti gli altri Paesi europei tramite una semplice comunicazione all’autorità dello Stato Membro ulteriore in cui si intende operare, senza necessità di nuove autorizzazioni.
Da quanto detto, emergono pertanto i vantaggi del nuovo Regolamento ECSP:
– favorisce lo sviluppo di un mercato unico e transazionale del crowdfunding, abbattendo le barriere normative tra i vari Stati membri. Ciò incoraggia una maggiore crescita e sviluppo per le piattaforme di crowdfunding all’interno del mercato unico dell’UE;
– per gli investitori il regolamento porta a una maggiore protezione dei loro investimenti e risparmi.
Le piattaforme di crowdfunding infatti sono tenute a fornire informazioni ancor più chiare e comprensibili sui progetti, consentendo agli investitori di prendere decisioni più consapevoli. Le nuove regole garantiscono una maggiore trasparenza e regolamentazione, creando un sistema di vigilanza centralizzato a livello europeo. Sono attivati, inoltre, una serie di meccanismi volti a tutelare l’investitore, in particolare quello con poca esperienza nell’equity crowdfunding e che vuole investire in aziende altamente innovative.
Per le aziende, il Regolamento ECSP dà la possibilità di fare delle raccolte di crowdfunding a tutte le società di capitali per un limite massimo di 5 milioni di euro. Inoltre consente alle imprese di accedere a finanziamenti provenienti da investitori di altri Paesi dell’UE.
Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 10 novembre 2023, dando alle piattaforme di crowdfunding il tempo di adeguarsi alla nuova normativa. Dall’11 novembre 2023 possono operare in Italia esclusivamente i fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese che abbiano ottenuto l’autorizzazione ai sensi del Regolamento (Ue) 2020/1503, e che, come tali, sono iscritti nell’apposito Registro dei fornitori di servizi di crowdfunding tenuto dall’Esma (articolo 14 del Regolamento).
Il Registro è disponibile al seguente link: https://www.esma.europa.eu/document/register-crowdfunding-services-providers.
A partire dalla medesima data, la disciplina nazionale (articolo 50-quinquies del Tuf, incluso il comma
2) non è più applicabile.
Il funzionamento di una piattaforma di reward crowdfunding
Le piattaforme di reward crowdfunding hanno scarse barriere all’ingresso. Le piattaforme sono obbligatorie solo per crowdfunding con equity o lending, mentre non lo sono per la tipologia reward, che dunque può essere realizzata anche con un semplice sito web auto-realizzato. Per lanciare una campagna di questo tipo non sono richiesti particolari documenti o adempimenti burocratici né specifici requisiti finanziari, come succede invece per le modalità di lending ed equity crowdfunding.
In questo caso, non siamo in presenza di uno strumento finanziario vero e proprio, quindi chiunque può scegliere una piattaforma e lanciare in pochi clic la propria campagna di reward crowdfunding.
Molte piattaforme non fanno una selezione per stabilire quali progetti pubblicare tra le tante proposte ricevute: abilitano la pubblicazione autonoma attraverso form e procedure guidate diverse per ogni portale. Altre, invece, richiedono la compilazione di un modulo di richiesta dettagliato per la valutazione della proposta, come ad esempio quelle che ospitano solo progetti artistici e quelle focalizzate su progetti tech.
Eventuali campagne non coerenti con il tipo di piattaforma o riguardanti progetti illegali o palesemente ingannevoli, vengono comunque rimosse dalle piattaforme.
Le stesse, infine, dispongono di un team di supporto per le società che lanciano le campagne, pronto a dare suggerimenti sulla gestione delle pagine-campagna – con tutte le informazioni utili per i potenziali sostenitori -, sulle strategie di marketing e per la risoluzione di eventuali problemi tecnici.
Le piattaforme di reward crowdfunding, al fine di gestire i flussi di denaro dei sostenitori, si appoggiano a enti esterni preposti, come PayPal, Lemonway, Stripe ecc.
La modalità di erogazione del denaro dipende dalla tipologia di campagna di reward crowdfunding scelta dalla società e implica tendenzialmente una success fee trattenuta dalla piattaforma come commissione per il servizio.
ll reward crowdfunding non è una modalità di crowdinvesting come equity e lending crowdfunding, quindi a differenza di questi ultimi non è regolamentato da una normativa specifica né vigilato da un ente regolatore come Consob o Banca d’Italia. Questo significa che non è obbligatorio avere come intermediario una piattaforma autorizzata da tali enti regolatori.
Una scelta alternativa può essere rappresentata dal realizzare in autonomia un piccolo e-commerce finalizzato alla campagna di reward crowdfunding, utilizzando per esempio plugin e tool appositi come quelli messi a disposizione da WordPress o quelli sviluppati per Shopify.
Con questa modalità si ha il pieno controllo della campagna e la responsabilità della sua gestione in tutti gli aspetti, compresa l’assistenza ai sostenitori in caso di problemi tecnici e non, evitando così il pagamento della success fee. In questo caso, potrebbero comunque essere presenti dei costi per lo sviluppo del portale e per il monitoraggio della campagna in autonomia.
